Lo scivolone della Merkel

Il multiculturalismo è morto e non abbiamo bisogno di immigrati che pesino sul nostro welfare. Durante il congresso di Potsdam dei giovani del suo partito, Angela Merkel ha deciso, forse incautamente, di entrare a gamba tesa nel match infuocato che contrappone chi è pro e chi è contro i 16 mln tra immigrati e cittadini di origine straniera oggi residenti nel paese.

Intanto una premessa, Merkel utilizza il termine multiculturalismo come succedaneo di gastarbeiter. Quella fictio del lavoratore ospite, ispirata a un puro e semplice laissez-faire. In sostanza, fino agli anni Novanta la politica migratoria tedesca si basava su un unico principio: non bisogna preoccuparsi degli immigrati, tanto prima o poi torneranno a casa. Non è andata così. Non solo sono rimasti, ma sono arrivate anche le famiglie. Al punto che é sempre più forte il contrasto tra il rifiuto della società e la richiesta di manodopera straniera per mandare avanti quello che ancora oggi è il motore della nostra Europa. Insomma l’economia li vuole, la società no.

Ciò detto sembra che la cancelliera abbia scoperto l’uovo di colombo: visto che l’immigrazione non è rose e fiori, per dirla con De Gaulle “occorrono dei buoni immigrati”. Nulla di nuovo. Piuttosto rimane da capire perché un leader democratico-cristiano,  di un paese in piena ripresa economica, dove le formazioni neopopuliste sono a dir poco marginali, abbia optato per un intervento incauto su un tema di per sé delicato.

La sensazione è che il discorso di Potsdam sia stato influenzato dai sondaggi e, più in generale, dal clima politico che imperversa in buona parte dell’Europa occidentale.

Le ultime rilevazioni popolari, infatti, parlano chiaro: mentre la CDU è ai minimi storici, non si arresta il malumore verso le problematiche legate all’immigrazione. Secondo uno studio della Friderich Ebert Foundation, per il 34% dei tedeschi gli immigrati usurpano il welfare nazionale e addirittura per il 10% solo un nuovo Fuhrer può salvare la Germania dal baratro. Senza contare che il libro anti-Islam di Thilo Sarrazin, continua ad andare a ruba nelle librerie d’Oltrereno.

In più osservando la carta politica mitteleuropea è difficile trovare uno stato privo di un partito neopulista in continua ascesa. Basti pensare che nella vicina Danimarca l’estrema destra è addirittura al governo. Forse Angela Merkel ha deciso di mettere le mani avanti per evitare di rimanere scoperta sul fianco destro del suo schieramento politico?

Può darsi. Su questa strada, però, la cancelliera rischia di rendere insanabile la spaccatura tra il rifiuto della società e la richiesta di forza lavoro straniera del settore economico: uno scenario ideale per il proliferare di ogni forma di neopopulismo.