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L’infermiere robot

Come riuscire a mantenere in attività la mente di un malato di Alzheimer 24 ore su 24? Un impresa proibitiva senza aumentare il già esorbitato costo del personale sanitario delle case di cura. Un rebus che in Scandinavia sembra invece aver trovato una soluzione. Di recente infatti sono entrati in funzione con successo in Svezia, Danimarca e Finlandia dei robot ultrasofisticati capaci di allietare e soprattutto, di migliorare le capacità intellettive di molti anziani. Dall’orsetto alla dolce foca, questi umanoidi artificiali dotati di elevata intelligenza, oltre a poter sollevare e trasportare pesi di 80kg, sono in grado di offrire un gran numero di prestazioni utili alla stimolazione cerebrale. Giocando a scacchi, proponendo quiz mnemonici e se del caso, anche conversando piacevolmente con il paziente. Questi robot infermieri, che possono operare senza limiti di orari, sono infatti in grado di evitare che i malati di demenza restino troppo spesso e troppo a lungo soli con se stessi. Al di là delle polemiche che come per tutte le novità questa paradossale grottesca sostituzione di esseri umani con le macchine certamente scatena, è indubbio che presenti un aspetto sicuramente positivo: quello di sostituire l’infermiere che non c’è.