L’eugenetica ai tempi di internet
di Francesco Molica
Luglio 31, 2010
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Imbattendosi nel nuovo e già chiacchieratissimo servizio offerto dal social network beautifulpeople.net i più maliziosi saranno certo tentati di disseppellire dai libri di storia i famigerati “Lebensborn”.
Vale a dire le cliniche che, sotto l’egida dei programmi di eugenetica nazista, fiorirono nella Germania degli anni Trenta allo scopo di creare e far procreare una selezionata casta di coppie dal pedigree rigorosamente ariano.
Il portale di incontri danese, riservato solo a internauti di bella presenza, ha infatti lanciato questa settimana il “Fertility Forum”. Uno spazio di discussione sul quale i suoi piacenti membri potranno incontrare il padre o la madre ideale per i propri figli. E che, si sono affrettati a chiarire i creatori, per l’occasione verrà anche aperto ai “brutti anatroccoli”, anzi alle “brutte anatroccole” a caccia dei geni perfetti per future gravidanze. In queste seconda circostanza il “donatore” sarà naturalmente scelto tra i seicentomila iscritti al portale. Tutta gente che per entrare a far parte dello spensierato club di bulli e pupe ha dovuto certificare la propria avvenenza fisica sottoponendo foto personali al vaglio di una “competente” giuria. E nulla è lasciato al caso: un chilo in più o una ruga troppo marcata possono costare l’esclusione.
A prima vista il caso di Beautifulpeople offre l’ennesimo illuminante esempio di come la rete possa prestare il fianco alle trasmissione delle idee più aberranti e amorali. Il che, a cominciare dalle polemiche sui gruppi facebook, non fa più notizia. Più interessante è però notare come i vantaggi del cosiddetto 2.0, che inter alia offre illimitate possibilità di condividere i propri contenuti fotografici, abbiano accelerato quel fenomeno di estetizzazione dell’identità da tempo in atto nelle nostre società. L’immagine fagocita i contenuti e, come in beautifulpeople, si trasforma in vero e proprio criterio di discriminazione. Separa, esclude, categorizza. Alla faccia delle tanto sbandierate virtù democratiche di internet.

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