I laureati italiani rappresentano nel nostro Paese una risorsa ormai scarsa, quando si affacciano sul mondo del lavoro non sono appetibili e quindi fanno fatica a trovare un impiego, più dei loro colleghi europei. Sono in buona parte precari e sottopagati, però raggiunta una certa età, guadagneranno (forse) più che in altre nazioni.
I dati parlano chiaro. L’Italia detiene, infatti, uno dei più bassi tassi di laureati nella popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni di età, collocandosi in coda alla classifica degli stati del Vecchio Continente, con un valore superiore solo alla Turchia. A dirlo è il rapporto OECD, Education at a Glance 2011 (Tab.1), ma il dato è confermato da più fonti, tra cui Eurostat che rileva nel Bel Paese una percentuale di laureati nella popolazione di 30-34 anni superiore solo a Slovacchia, Romania, Repubblica Ceca e Turchia.
Tab. 1 – La percentuale di laureati e il tasso di disoccupazione della popolazione di età 25-64 anni

Fonte: OECD Indicators, Education at a glance 2011.
Il numero di laureati, come evidenziato dai dati pubblicati dall’Ufficio di Statistica del MIUR, è in calo oramai da quattro anni, con una flessione del 3% registrata dal 2005 al 2009, che allontana sempre più l’Italia dall’ambizioso obiettivo strategico indicato dalla Commissione Europea di raggiungere quota 40% dei laureati entro il 2020. [1]
Oltretutto, il dato è destinato a contrarsi ulteriormente in un prossimo futuro se si considera il calo delle immatricolazioni che il nostro Paese sta sperimentando da circa 6 anni. Dall’a.a. 2004/05 all’a.a. 2009/10 le immatricolazioni sono diminuite di quasi il 12% e se si calcolano le percentuali di immatricolati sui diplomati il dato non è affatto confortante; erano quasi il 73% nell’a.a. 2005/06 mentre nell’a.a. 2009/10 sfiorano appena il 66%.
E’ chiaro che il sistema universitario italiano sta perdendo attrattiva agli occhi dei giovani che conseguono il diploma e se si analizzano i dati sulla condizione occupazionale dei laureati è facile capirne il perché.





All'interno: