Un migliaio di chilometri a est di Amsterdam un’altra capitale europea comincia a guadagnare credito tra i turisti della cannabis: è Praga. Quando si tratta di marijuana la Repubblica Ceca emerge come campione di tolleranza tra gli ex stati del blocco sovietico. E non solo. Se nelle vicine Polonia o Slovacchia il possesso anche di piccole dosi è punito con la galera, a Praga è invece permesso grazie all’entrata in vigore da pochi mesi di quella che è forse la più indulgente normativa di tutta l’UE. Su iniziativa del dicastero della giustizia, il governo presieduto dal tecnico Jan Fiegel ha nello scorso dicembre modificato il codice penale elevando a 15 grammi (o cinque piante) la soglia dell’uso personale. Una misura che equivale di fatto alla depenalizzazione. Sancendo oltretutto un netto sorpasso sull’Olanda dove, nostante il declamato libero regime dei coffee shop, la quota “legale” individuale non può superare i 5 grammi. Stravaganza libertina o una pragmatica presa d’atto da parte delle istituzioni ceche della larga diffusione del fenomeno tra la popolazione? Secondo i più recenti dati dell’EMCCDA, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, un ceco su dieci, in linea con italiani e spagnoli, ha fatto uso di marijuana almeno una volta nel corso del 2008. Mentre tra quelli di età compresa tra 18 e 24 anni, la percentuale triplica (38%) catapultando il paese in cima alla classifica europea. Un tour tra i bar di Praga, il cui sindaco conservatore Pavel Bem è impegnato in prima linea in favore della legalizzazione, vale come conferma empirica a queste cifre. Ma come spiega lo scrittore Josef Rauvolf, “l’utilizzo della marijuana è diffuso in ogni strato sociale. Nei villaggi di campagna la gente la fuma regolarmente, non come fosse qualcosa di speciale o segreto”. La depenalizzazione di dicembre è, dunque, solo l’ultima tappa legislativa di un percorso iniziato immediatamente dopo la caduta del muro. La nozione di consumo personale, sia pur con molti paletti, era già stata introdotta nel 1992 e a partire dal 1998 la rilevanza penale del possesso è stata delegata alla discrezionalità dei tribunali. Che al pari delle autorità di polizia hanno usato nella maggioranza dei casi la “mano leggera”. Nel 2008 la Corte Suprema ha assolto una donna, nel cui giardino erano state trovate 70 piante di canapa, con l’argomentazione che la loro coltivazione era a scopo terapeutico. Un clima che consente di ritenere fondata la previsione in base alla quale non è lontano il momento in cui toccherà alla repubblica Ceca stabilire la legalizzazione piena dell’uso della cannabis.
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