Inchiesta
La Germania salva dai tagli i disoccupati
Dieci euro in più nelle tasche dei tedeschi. Almeno per quelli che usufruiscono del sussidio sociale e di disoccupazione. Il cosiddetto Hartz IV. Che, infatti, il governo federale ha deciso di aumentare del 2,74%. In realtà, questa speciale sovvenzione statale registra già, su base annua, un incremento di circa l’1,8%. Questa volta, però, nonostante la difficile congiuntura economica, l’esecutivo ha immesso un surplus dello 0,99%. Per la semplice ragione, spiegano da Berlino, che bisogna tener conto del generale rincaro dei prezzi e dell’innalzamento dei salari.
Dal primo gennaio 2012, quindi, la “Regelsatz”, la tariffa base del sussidio, sarà di 374 euro mensili. Una piccola somma? Solo in apparenza. Visto che a conti fatti soltanto il rincaro (quel +0,99%) voluto dalla coalizione guidata da Angela Merkel costerà ai contribuenti 570 milioni di euro.
Ma quali sono gli ammortizzatori sociali che fanno del welfare teutonico uno dei più efficienti d’Europa?
Il sistema sociale di oggi è il risultato della riforma messa a punto nel 2002 da una commissione di quindici esperti, presieduta da Peter Hartz. A partire da gennaio 2003, il pacchetto di leggi Hartz rivoluzionò lo status quo del mercato del lavoro. Furono introdotti i mini-jobs (impieghi part-time da massimo 400 euro mensili) e vennero potenziati i job-center regionali. Mentre il precedente “Istituto per l’impiego” divenne l’attuale “Agenzia per il lavoro”. Iniziative mirate a potenziare il welfare locale, in modo da facilitare un approccio “case-oriented” ai problemi di chi ricerca un lavoro.
A inizio 2005, entrò in vigore l’Hartz IV, che riunì i precedenti benefit per i disoccupati di lungo periodo con il sussidio sociale. Così, oltre al sostegno economico di disoccupazione, lo stato paga anche l’assistenza sanitaria e una “abitazione dignitosa”, ovvero un appartamento di 40-50 mq se si è da soli, fino a una casa da 90 mq se il nucleo familiare è composto da quattro persone. Naturalmente, se ci sono figli a carico, l’assegno mensile aumenta.
Il sussidio, che può essere richiesto da chiunque sia regolarmente residente in Germania, può durare un massimo di 18 mesi (24 per gli over-58), durante i quali il beneficiario è seguito dal job-center per la ricerca di un impiego. Tutto bene dunque? Fino a un certo punto. Sin dalla sua introduzione, il pacchetto Hartz si è tirato addosso critica da ogni parte. C’è anche una pagina facebook, “gegen Hartz IV” (contro l’Hartz IV), che raggruppa circa 3700 utenti. Uno dei biasimi più diffuso e trasversale, è che l’abbattimento del tasso di disoccupazione (i dati di luglio scorso parlano di 255mila disoccupati in meno rispetto al 2010) è stato raggiunto grazie alla diffusione dei cosiddetti one-euro-jobs, impieghi part-time e sotto-qualificati che privano il lavoratore di qualsiasi sbocco professionale. Una critica più recente riguarda i costi di gestione del sussidio sociale, che sarebbero stato ampiamente sottostimati, e che invece segnano un forte incremento ogni anno.





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