In risposta alle continue denunce di Bruxelles per violazione dei diritti umani nelle carceri polacche, le autorità di Varsavia hanno varato una legge ad hoc destinata a rimanere carta straccia. La nuova norma, infatti, in vigore dal 18 novembre, prevede ispezioni biennali nelle prigioni per verificare la stato di salute dei detenuti. Peccato però che il Comitato Nazionale che ha questo delicato compito è così carente di personale da garantire, secondo le ultime stime, una visita ogni 20 anni per ciascun istituto penitenziario. Senza contare che il team di ispettori non è composto da personale medico, ma solo da avvocati e criminologi che fino ad oggi non hanno mai rilevato neanche una minima trasgressione dei diritti della popolazione carceraria. È quanto emerge da un dettagliato rapporto della Fondazione Helsinki.





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