L’Associazione universitaria europea (EUA) ha pubblicato un rapporto che analizza l’impatto della recessione economica sull’insegnamento superiore nei paesi del Vecchio Continente. Molti Governi nazionali, costretti a misure di austerity, hanno tagliato i finanziamenti pubblici nonché razionalizzato la maniera con cui vengono ripartiti i fondi tra gli istituti universitari. E’ questo il caso, per esempio, del Regno Unito, dell’Irlanda, dell’Italia, della Lettonia, della Lituania e della Romania. L’EUA sottolinea che questi tagli, spesso draconiani, nel breve e medio periodo potrebbero avere effetti nefasti sulla qualità dell’istruzione, a causa soprattutto della riduzione del corpo docente proprio quando si registra un aumento delle matricole. Altri paesi, invece, hanno deciso o di non sforbiciare i bilanci degli atenei o, eccezionalmente, di aumentato le risorse a loro disposizione. E’ il caso di Francia, Germania e degli stati nordici.





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