Come rivela la relazione del centro londinese di ricerca Resolution Foundation, si profila un cupo 2011 per la middle class inglese. Secondo lo studio, a causa dei previsti tagli ai servizi pubblici, con la riduzione dei benefici assistenziali e con l’aumento dell’IVA quei nuclei familiari che sono al margine del sistema privato e che sono troppo “ricchi” per ottenere un supporto statale, vivranno mesi di apprensione riguardo il loro standard di vita. Molte famiglie dovranno fare i conti con rincari e aumento di tasse. Quello che sorprende di più dai dati forniti dal centro di ricerca è come la categoria più esposta alle misure del governo Cameron sia proprio quella classe media che storicamente si considera l’elettorato di riferimento dei conservatori. Clamorosamente persino la Tatcher non aveva osato colpire così duramente la middle class.
In numeri, e tenendo conto delle differenze tra nuclei familiari con e senza prole, 11 milioni di inglesi che guadagnano tra le 26,000 e le 50,000 sterline annue subiranno un perdita netta in potere d’acquisto pari a 800 sterline. Il quadro si complica se si considera che solo un terzo contribuisce alla pensione e che una grossa fetta deve fare i conti con il mutuo sulla casa. Inoltre a causa di un probabile aumento dei tassi d’interesse reali molti giovani vedranno aumentare la difficoltà di investire le proprie finanze per comprare un appartamento dignitoso.
La comprensibile esigenza del governo di Sua Maestà di ridurre il deficit di bilancio mette a dura prova la classe media inglese. Secondo alcune ricerche, un quinto dei sudditi della Regina crede di appartenere a questa categoria. Ma come emerge dal rapporto molti troveranno sempre maggiori ostacoli nel mantenere uno stile di vita confacente. Le misure che il governo attua fanno temere il peggio.
In definitiva, la middle class verrebbe schiacciata da innumerevoli pressioni e vedrà ridursi la percentuale di salario da destinare al risparmio. Proporzionalmente caleranno sia la domanda interna che gli investimenti, provocando una probabile contrazione economica. Secondo il rapporto lo stato dovrebbe sì contenere la spesa pubblica ma senza per questo abbandonare le famiglie.
Se alcune misure per attenuare la perdita reale di ricchezza, non verranno prese lo scenario per molti sarà nefasto. Non è difficile immaginare che questo sensibile impoverimento farà crescere la frustrazione di coloro che sono troppo ricchi per cogliere i benefici del welfare state ma anche troppo poveri per interagire sul mercato privato.





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