L’Inghilterra privatizza gli ospedali

E’ in atto una vera e propria rivoluzione nel sistema sanitario inglese: per la prima volta dopo 62 anni, gli ospedali pubblici e quelli privati entreranno in competizione. E più di 24 mila manager della sanità saranno licenziati. Perché il prestigioso governo di Sua Maestà ha deciso di approvare una riforma epocale in uno dei settori chiave per il paese? Forse perché nell’ultimo anno oltre 45 mila cittadini hanno denunciato il pessimo trattamento ricevuto nei noscomi nazionali?

Di certo sappiamo che quando Andrew Lansley è diventato Segretario del Sistema Sanitario, nella metà del 2010, ha dichiarato a gran voce che il suo principale obiettivo sarebbe stato proprio quello di migliorare i servizi sanitari pubblici. Ed infatti, la settimana scorsa il governo inglese ha presentato i dettagli della nuova riforma. Le maggiori novità sono le seguenti:

  • Istituire un consorzio di medici generici con il compito di assicurare una migliore assistenza sanitaria ai pazienti;
  • Dare agli stessi medici generici una maggiore responsabilità nella gestione del bilancio;
  • Istituire un nuovo organismo indipendente, chiamato Healthwatch, al quale verrà dato il compito di esaminare i reclami dei pazienti e monitorare le prestazioni della sanità locale;
  • Istituire un nuovo organismo, chiamato Public Health England (Sanità Pubblica Inglese), al fine di migliorare il sistema di sanità pubblica e ridurre le disuguaglianze esistenti fra gli utenti più ricchi e quelli meno abbienti
  • Trasformare gli ospedali inglesi delle vere e proprie Aziende Sanitarie (che saranno semi-indipendenti, e quindi potranno aumentare i loro proventi dalla cura di un maggior numero di pazienti)
  • Sopprimere oltre 150 NHS Primary Care Trust (che si occupano attualmente di assistenza primaria e di indirizzare il paziente altrove per ulteriori cure) e NHS Strategic Health Authorities (che attualmente si occupano della sanità locale);
  • Ridurre i costi di gestione di circa il 45%;
  • Ridurre i così detti  quango (Organizzazioni Non Governative Semi Indipendenti), come ad esempio quelle che si occupano della fecondazione assistita.

Come al solito le proposte sulla carta sembrano buone, ma quando il Governo britannico ricorre alle forbici per attuare un qualsiasi tipo di tagli, è il popolo a pagarne le spese. E nel caso specifico non solo i poveri rischiano di diventare ancora più poveri, ma si corre il pericolo di andare addirittura a favorire le persone più abbienti, che possono senza problemi spostarsi in cerca del trattamento medico migliore, al contrario invece di chi non può sostenere una tale spesa.

Secondo Laurence Buckman, il Presidente della Associazione Medici Generici Inglesi, la nuova riforma sanitaria potrebbe vedere “I poveri, gli anziani, i disabili e i malati terminali perdere terreno nei confronti dei malati ricchi che possono acquistare il diritto ad avere un medico”.

Al momento, la Gran Bretagna spende circa l’8,4% del PIL nazionale per la sanità, lo 0,5% in meno della media dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo, e un punto in meno della media europea.