L’anziano non è più quello di una volta. Rispetto a trent’anni fa, ad esempio, grazie ad aspettative di vita crescenti e ad un generale miglioramento delle di condizioni di salute, può godere oggi di livelli di benessere e stili di vita un tempo assolutamente impensabili. Il mutamento ha ripercussioni evidenti in ogni aspetto della quotidianità, compresa la gestione del tempo libero e le vacanze. Gli anziani che scelgono di partire si aspettano tutto quel che di norma desidera ciascuno di noi, indipendentemente dall’età: socializzare e soddisfare curiosità culturali. Un fenomeno che in Europa non ha frontiere e che conosce un vero e proprio boom.
In Francia, nel 2008, il 55% degli over-65 è andato in vacanza. Nel 1999, tra i 60-64enni aveva fato le valige il 58%. Nel 2005 il 66%. Nello stesso anno, in Francia, la metà di quelli compresi nella fascia d’età 70-79 anni è partito per almeno venti giorni. A conferma del fatto che all’aumentare dell’età si allungano anche i periodi dei soggiorni fuori casa: si parte meno spesso ma per più tempo.
In Italia, nell’estate 2008, quasi il 22% degli over-65 ha fatto almeno una vacanza, dentro o fuori i confini nazionali. Secondo un’ndagine a campione condotta tra i post-sessantenni dal Censis, i viaggi turistici sono l’attività preferita dal 37% ed il progetto n.1 del restante 42%. “Sixty five is the new twenty five” afferma l’organizzazione inglese Age Concern Enterprises, per la quale il 2009 è stato in Gran Bretagna l’anno top per i viaggi programmati dagli anziani: + 16% nella fascia d’età 65-74 anni e + 40% in quella di 75-87 anni rispetto all’anno precedente. Gli anziani di oggi sono, inoltre, dei consumatori molto esigenti e dei pignoli “internauti”. Lo scorso anno le loro prenotazioni online sono cresciute del 35%.
Vacanza significa, per chi se lo può fisicamente permettere, una significativa varietà di attività turistico-culturali-ricreative: dal golf alle terme, dai villaggi turistici agli chalet di montagna, passando per gli itinerari archeologici. Pacchetti-viaggio proposti, sempre più di frequente, dalle istituzioni locali e regionali, dalle associazioni, dalle parrocchie e dalle stesse agenzie di viaggio e tour operator per i quali il 25% dei clienti è oramai over-65.
Ma se per molti anziani l’estate è sinonimo di gioia e distrazione per non pochi tra i loro coetanei essa rappresenta solo e soltanto maggiore solitudine. E’ l’altro mondo degli anziani , poveri e in precaria salute, costretto a passare i mesi più caldi chiusi in casa. Spesso in totale emarginazione. Quest’anno in Italia saranno più di 7 su 10, in Francia più di 4 su 10. In Spagna ben 3,5 milioni, oltre la metà del totale. C’è anche chi preferisce passare l’estate in famiglia piuttosto che dedicarsi ad attività individuali esterne. Nel Belpaese, dove i legami familiari sono in media più forti che in molte altre società europee, più della metà dei nonni si prenderà cura dei nipoti. Un modo per rompere la solitudine che però, sfortunatamente, non capita a tutti. A questo quadro va aggiunto un altro elemento: il caldo opprimente a cui sono sottoposti i senior che vivono in città. Un male che ogni anno fa centinaia di vittime. Per queste ragioni molti governi europei, non solo hanno messo a disposizione numeri d’emergenza per informazioni e soccorso a difesa dei più esposti, ma hanno approvato piani estivi anche per rafforzare la sicurezza nei centri urbani. Come il Ministero dell’interno francese che ha messo a punto un programma di più efficiente protezione del popolo dei senior, attraverso pattugliamenti più robusti e permanenti dei quartieri dove vivono più numerosi, per proteggerli da aggressioni e furti. Una condizione di pericolo che si accentua proprio d’estate quando le città si svuotano. E’ infatti in questi mesi che aumenta il numero degli anziani presi di mira dai malfattori. Nel 2008 1/3 dei furti nelle case e 2/3 delle truffe (+42,3% tra 2002 e 2008) sono stati subiti da over-60.





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