Le persone intelligenti, per alcuni, hanno un grande fascino. I loro ammiratori, però, pare dovranno rassegnarsi all’idea che tra i loro interessi non rientri il sesso.
È quanto si legge in un articolo della rivista statunitense Psychology Today che, partendo da una ricerca della sociologa Rosemary Hopcroft dell’università della Carolina del Nord, dal titolo Sex, status, and reproductive success in the contemporary United States, afferma che quelli che hanno un QI più alto hanno una minore inclinazione per l’attività sessuale.
Lo studio condotto su un numero significativo di americani, uomini e donne, mostra come lo status sociale- misurato attraverso prestigio dell’occupazione, posizione socioeconomico ed educazione- ha un effetto diretto sulla frequenza dei rapporti consumati in camera da letto.
Quindi, in particolare per gli uomini, il reddito aumenta il potenziale erotico. Non è una novità, considerato che possiamo riscontrare lo stesso fenomeno in molte specie animali: lo status sociale è strettamente correlato al successo riproduttivo. Al contrario, e questa è la parte interessante della ricerca, l’intelligenza è un deterrente per la sessualità, per entrambe le metà del cielo.
I consueti cliché potrebbero indurci a immaginare le persone intelligenti come poco attraenti. Eppure non è così, perché come dimostra un’altro studio, a parità di attrattività fisica, “i cervelloni” fanno comunque meno l’amore.
Le ragioni di questa peculiarità sono probabilmente da ricercare nella biologia e nelle teorie evoluzionistiche: chi è più brillante, ipotizza lo psicologo evoluzionista Aurelio Josè Figueredo dell’Università dell’Arizona, ha sicuramente più risorse e quindi può permettersi di fare meno sesso. Infatti anche se così facendo ha meno chance di riprodursi, qualora avesse un figlio, avrebbe di certo più risorse da assicurargli.
Così, come tra i nostri antenati c’era chi aveva modo di ideare strategie di caccia più proficue, oggi può aspirare a lavori più qualificati e meglio remunerati, assicurando la prosecuzione della specie. Del resto come sosteneva Bertrand Russel, una persona è intelligente se piena di dubbi; oggi si dovrebbe, forse, considerare la quantità dei suoi amplessi?





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