In Germania le donne hanno meno possibilità degli uomini di accedere ai programmi governativi di reinserimento professionale. Tant’è che appena il 38% delle prime beneficia degli incentivi statali contro il 58% dei secondi. Ciò che più conta è che nei Lander occidentali, quelli più ricchi, il gap tra le due metà del cielo è ancora più ampio: 21% vs 60%. Senza contare che in generale è proprio il gentil sesso a svolgere i lavori meno qualificati con una bassa remunerazione. Basti pensare che la stragrande maggioranza delle ragazze-madri riesce a trovare un’occupazione solo grazie al progetto One-Euro-Job: attività socialmente utili con una retribuzione oraria di uno o due euro. Insomma, una vera e propria discriminazione nei confronti delle donne che ha le sue radici in quella visione della famiglia che si chiama Ernährermodell: la versione teutonica del nostro maschilismo.





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