Bisogna sospendere subito le espulsioni dei Rom. Parla fuori dai denti la risoluzione adottata il 9 settembre dal Parlamento Europeo con l’appoggio di Verdi, Sinistra Unitaria, Socialisti e Liberali. Nel mirino degli eurodeputati anzitutto la Francia, il cui programma di rimpatri suscita “viva preoccupazione” e a cui si rimprovera “la retorica provocatoria e apertamente discriminatoria che ha caratterizzato il discorso politico, dando credibilità a dichiarazioni razziste e alle azioni di gruppi di estrema destra”. Per ragioni analoghe il testo chiama anche in causa Bulgaria, Ungheria, Romania e sopratutto Italia. Ma l’assemblea non risparmia stilettate neanche agli organi europei, in particolare la Commissione, accusata di ritardi e reticenze nell’agire contro la decisione transalpina. Insomma una presa di posizione forte. Che tuttavia, partiti di estrema destra a parte, non ha ottenuto i voti né del Partito Popolare Europeo (nei cui ranghi siedono i deputati dell’UMP, la formazione di Sarkozy), né del gruppo dei Conservatori e Riformisti.





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