Il mestiere è illegale ma la polizza sanitaria no

di Annalisa Lista - 19.06.2017
Il mestiere è illegale ma la polizza sanitaria no
  • Condividi su Facebook Diffondi su Twitter Condividi su Whatsapp
  • Stampa

Nasce in Francia la prima assicurazione sanitaria per le prostitute. Ad annunciarlo, il sindacato di settore Strass e la mutua MPI, che si sono occupati di portare avanti la causa. La polizza permetterà alle sex worker di beneficiare di una copertura finanziaria per le prestazioni sanitarie non rimborsate dalla sanità pubblica così come le indennità da ricovero ospedaliero in caso di infortuni e malattie. Fino a oggi, spiegano i sindacalisti d’Oltralpe, le lavoratrici del sesso, per ottenere una forma di tutela, erano costrette a farsi passare per massaggiatrici, con l’alto rischio di pagarne le conseguenze per false dichiarazioni. Un piccolo, ma importante passo in avanti nel tortuoso percorso di regolamentazione del mestiere più antico del mondo.

Pubblicato in Tratta di esseri umani.
Altri articoli che ti potrebbero interessare:
  • Il profilo delle vittime di trafficking in Francia

    In Francia, il 90% delle vittime di trafficking è donna. A certificarlo, una maxi-inchiesta condotta dall’osservatorio ONDRP insieme all’ente ministeriale Miprof. Dalle cui indagini, è emerso che la maggior parte finisce nel giro della prostituzione (81%) e ha, in media, tra i 25 ei 29 anni; seguite da coloro che Leggi tutto.

  • Le nuove geishe sembrano innocenti collegiali

    In Giappone sotto una innocente divisa scolastica alla marinara si nasconde, spesso, una baby prostituta. A denunciarlo l’associazione no profit Bond Project. Secondo la quale sono in netto aumento le studentesse giapponesi meno abbienti o in cerca di denaro facile che sfruttano il fascino che il cosiddetto completino fuku (gonnellina, Leggi tutto.

  • Mollano i magnaccia per una cooperativa di nuovo tipo

    Apre ad Amsterdam la prima casa chiusa autogestita da un gruppo di prostitute della fondazione My Red Light. La nuova struttura occupa 14 “vetrine” del noto quartiere a luci rosse e vi saranno impiegati una quarantina di sexworker. L’obiettivo è evitare, come accade oggi, che persino i bordelli legalmente riconosciuti finiscano nelle Leggi tutto.

  • Il super data-sharing che protegge le prostitute

    Un innovativo dispositivo hi-tech ha già salvato la vita a molte prostitute nel Regno Unito. Attraverso l’iscrizione a uno speciale database del National Ugly Mugs, le sex worker d’Oltremanica possono, infatti, denunciare online il crimine di cui sono state vittima. Una volta ricevuta la segnalazione un team di operatori si adopera per realizzare Leggi tutto.

  • La schiavitù moderna dall’Albania al Regno Unito

    L'Albania è il principale paese fornitore di potenziali vittime della schiavitù moderna nel Regno Unito, secondo i dati del “National Referral Mechanism”. L’indagine, relativa agli ultimi tre anni, è stata realizzata dalle istituzioni d’oltremanica e accorpa diversi reati tra cui il traffico di esseri umani, la schiavitù, la servitù e Leggi tutto.

  • La verità sulla prostituzione di cui nessuno parla

    Prostitute per scelta. A smentire la teoria che vede le sex workers tutte e solo vittime di tratta e schiavitù, uno studio canadese dell’Università di Vittoria. Che da un corpus di interviste a un campione di professioniste del sesso ha estrapolato le tre motivazioni che le hanno portano a intraprendere Leggi tutto.