La Big Society senza frontiere. Così viene definito in Inghilterra in Servizio Civile Internazionale (ICS). I benefici dell’anno sabbatico speso all’estero sarebbero, infatti, doppi. Da un lato lo sviluppo dei paesi poveri, e dall’altro l’esperienza altamente formativa dei giovani di Sua Maestà. Lanciato nel 2010, l’ICS prevede 1.080 posti in 27 paesi diversi per ragazzi dai 18 ai 22 anni con la possibilità, per chi ha un reddito familiare inferiore a £ 25mila, di partire a costo zero. Ad un anno dalla sua introduzione il think tank Demos ha fatto emergere il profilo del volontario tipo che sarebbe una donna, bianca di estrazione sociale elevata. Governo e società civile sono entusiasti del programma ma molto è ancora da fare. Un giovane su 5, per esempio, al rientro a casa ha dichiarato di non essersi sentito per niente utile nella vita delle comunità in cui aveva fatto volontariato. Molti altri, invece, hanno avvertito particolarmente forte lo stereotipo dell’assistenzialismo occidentale che renderebbe i paesi in via di sviluppo sempre più dipendenti da quelli ricchi. Demos, suggerisce quindi di migliorare la qualità dei progetti ai quali i volontari possono partecipare e rafforzare la formazione del personale che, sul posto, accompagna i ragazzi.





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