Il mondo visto da un’isola

Uno degli effetti della globalizzazione, non sufficientemente indagato, è l’emergere delle isole come importanti protagoniste geopolitiche. E’ come se l’assenza di soluzioni di continuità territoriale concedesse loro uno status speciale.
Un esempio noto a tutti è quello di Guantanamo. Parte di Cuba, è sede della famosa base statunitense che ospita i sospettati di terrorismo. Un base amministrata dal Governo americano ma il territorio non è sotto la sua giurisdizione e così in essa sono stati sospesi alcuni dei più elementari diritti, patrimonio consolidato delle democrazie liberali.
Alcuni parlano di Guantanamo come di un’eccezione. Se guardiamo le cronache di questi ultimi mesi tuttavia, vediamo che un’altra isola è stata considerata una zona franca dove, a causa dell’arrivo di un ingente numero di migranti illegali e rifugiati, poter sospendere alcuni diritti fondamentali consolidati. E’ l’isola di Lampedusa dove si sta sperimentando una forma di legislazione emergenziale riguardo al diritto di asilo e ai principi secolari sanciti dall’Habeas Corpus. Arrivare nell’isola significa arrivare in un territorio che sembra non appartenere all’Europa, terra di libertà e diritto.
Potremmo poi richiamare alla mente il ruolo che alcune isole, sparse in qualche remoto angolo oceanico, svolgono nel riciclaggio e nell’ospitalità di capitali provenienti dalle operazioni finanziarie internazionali. Anch’esse sono balzate all’onore della cronaca in questo periodo di crisi e di necessità disperata di risorse per gli stati nazionali ancorati alla terraferma.
Insomma, sembra che il mare sia un confine molto più potente di qualsiasi presidio doganale o catena di vette formatasi all’alba dei tempi. Come ha sottolineato uno studioso di geopolitica, le isole sono diventate “spazi per l’esercizio creativo del potere”.
Non ci sono però solo esperienze di “trasgressione” dei sistemi vigenti ma anche forme originali di “sperimentazione”. Prendiamo il caso dell’Islanda. Questo piccolo paese sovrano è stato protagonista di alcuni episodi assolutamente eccezionali. Dopo la drammatica crisi finanziaria del 2008 e i successivi tentativi di salvataggio, l’isola ha preso in mano il proprio destino con tre decisioni assolutamente innovative. Ha indetto un referendum sul debito contratto dal paese con alcune banche estere che ha portato alla decisione di non rimborsarlo. Ha messo sotto accusa il primo ministro responsabile della crisi e ha iniziato un processo di revisione costituzionale coinvolgendo tutti i cittadini attraverso il web.
Forse da un’isola si vede meglio il futuro.