Germania, è scontro sulla riforma sanitaria

Questa riforma non s’ha da fare. Nelle intenzioni del ministro della salute tedesco, Daniel Bahr, i punti chiave della nuova legge sulla sanità sarebbero dovuti essere presentati venerdì scorso. Ma non è andata così. A causa di uno scontro tutto interno alla maggioranza. Mentre CDU e FDP, infatti, vorrebbero inserire – senza alcun costo aggiuntivo per i contribuenti – maggiori servizi per la demenza nell’assicurazione sanitaria nazionale, la CSU chiede una nuova tassa che vada a finanziare le prestazioni mediche tanto per l’Alzheimer quanto per i disabili. A Monaco, i democristiani bavaresi (CSU) hanno già presentato una bozza di legge che va in questo senso, e il capo del gruppo parlamentare al Bundestag è stato chiaro: “Sarebbe meglio per il signor Bahr accogliere le nostre proposte”, ha dichiarato l’onorevole Max Straubinger.
Il risultato è che per il momento il progetto di legge si è arenato. Per questioni finanziarie, ma non solo. West ha chiesto maggiori informazioni al dottor Steffen Peters, health manager per la Promased, compagnia che opera come intermediario fra i pazienti, le compagnie di assicurazione e gli ospedali.
“Il sistema sanitario prevede che l’assicurazione sanitaria sia pagata per metà dal datore di lavoro e per metà dall’assicurato, con una detrazione totale del 15% dello stipendio mensile. Per i disoccupati, l’assistenza fa parte del sussidio sociale, ma i fondi vengono attinti dai soldi versati da tutti i contribuenti”.
Al momento ci sono circa 110 compagnie di health insurance, di cui la maggior parte private. Sono più care di quelle pubbliche, e talvolta perseguono il proprio interesse piuttosto che quello dei loro assistiti. “Capita molto spesso – continua Steffen. Le compagnie cercano costantemente di ritardare i pagamenti, e nel caso di interventi di urgenza questo può mettere in pericolo la salute stessa del paziente. Molti privati rifiutano di assicurare pazienti che ritengono a rischio, fra cui anche gli anziani. Oppure inviano lettere per richiedere il rimborso delle spese già coperte”.

Ma la legge non prevede che tipo di servizi devono essere coperti dall’assicurazione?
“Certo. Ma il sistema è complicatissimo, impossibile da conoscere per i pazienti. Mettiamo il caso di una donna anziana, malata, che riceve una richiesta perentoria da parte della sua compagnia per il rimborso delle spese sostenute. Nella maggioranza delle volte, finisce col pagare soldi che invece sono a carico dell’assicurazione. È qua che intervengo io: tranquillizzo il paziente, contatto la compagnia e faccio in modo che tutto prosegua nel rispetto della normativa federale”.

Ma questo tipo di sistema mutualistico ha portato conseguenze anche peggiori. “Stiamo andando verso una sanità a due velocità: chi ha l’assicurazione privata viaggia in prima classe, gli altri in seconda – riprende il dottor Peters. Basta prenotare una visita specialistica in un ospedale (che in Germania sono tutti privati, Ndr): se si è assicurati con un privato si ottiene in breve tempo, altrimenti le liste di attesa possono essere di mesi. Stessa diversità di trattamento nelle corsie degli ospedali: chi sta con un privato è curato dai medici migliori, anche professori universitari. Può persino scegliere il pasto dal menu, mentre chi ha l’assicurazione pubblica non ha certo questa opportunità”.