In Francia dilaga il cosiddetto cybersuicidio. La prassi di annunciare l’estremo gesto sui social network. Un fenomeno per certi versi discutibile che però ha un risvolto positivo. Non foss’altro perché gli “amici” online hanno il tempo di allertare le forze dell’ordine per salvare in extremis la vita di chi é procinto di togliersela. Tant’é che nel solo 2010 la polizia d’Oltralpe é riuscita in questa impresa ben 181 volte: +238% rispetto all’anno precedente. Un vero e proprio revirement rispetto al passato quando la tanto nota lettera d’addio scritta mano rischiava al massimo di essere utile solo per capire il perché di un fatto ormai compiuto. Non sorprende dunque che il Ministero dell’Interno transalpino abbia addirittura deciso di aprire un portale ad hoc per incoraggiare in questi casi gli amanti della rete a lanciare quanto prima l’allarme per permettere alla gendarmerie di individuare, attraverso l’indirizzo IP, quello reale dell’aspirante suicida. Da notare che le autorità dell’Esagono hanno verificato che esiste una minima percentuale di simpatici burloni in cerca di un momento di celebrità che però rischiano grosso: fino a due anni di carcere e 30.000 euro di multa.





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