Dopo il muro cade il muretto

Dal prossimo 1 maggio saranno abolite le ultime restrizioni nei confronti dei cittadini di Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria per l’accesso al mercato del lavoro negli altri paesi membri dell’Unione Europea. Previste per un periodo di 7 anni dall’adesione (1 maggio 2004), queste limitazioni sono state nella pratica già soppresse dalla maggioranza dei governi Ue, ad eccezione di Germania ed Austria che dovranno adeguarsi entro la fine di aprile. Il Regno Unito, invece, che aveva fin da subito rinunciato a tali misure restrittive transitorie, dovrà tuttavia abrogare l’obbligo, tuttora in vigore, d’iscrizione di questi lavoratori nel Worker Registration Scheme. Novità che, invece, non riguardano Bulgaria e Romania che, avendo aderito all’UE l’1 gennaio 2007, dovranno attendere fino al 31 dicembre 2013. Da notare però che soltanto Belgio, Germania, Irlanda, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi bassi, Austria, Regno Unito e Malta applicano restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori bulgari e rumeni.