In Irlanda, i padri di bambini nati fuori dal matrimonio non hanno gli stessi diritti delle loro madri. Un caso clamoroso sancito dalla sentenza emessa lunedì 5 ottobre dalla Corte di Giustizia del Lussemburgo che ha ritenuto che quanto previsto della normativa irlandese è coerente con il diritto comunitario, in particolare con il regolamento n° 2201/2003 e con la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue. Nella fattispecie, i giudici hanno confermato quanto previsto dalla normativa di quel paese in base alla quale, in caso di coppie non coniugate, solo la madre può esercitare la potestà mentre i padri hanno diritto ad acquisirla o con l’accordo del coniuge o in base a una sentenza dello Stato dove risiedono o risiedevano i figli. In particolare, nel caso esaminato dalla Corte Ue, la madre, di nazionalità britannica, abbandonando l’uomo e la casa in Irlanda, ha portato i 3 figli con sé in Inghilterra. Una situazione che è poco definire paradossale visto che mette i padri di fronte un vero e proprio percorso ad ostacoli se l’ex compagna non consente all’accordo o, peggio, se la madre sottrae unilateralmente i piccoli per trasferirli in un altro paese.





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