Istruzione e disabilità, due modelli a confronto

Qual é la differenza tra il sistema di formazione professionale delle persone disabili in Germania e in Italia? Nel primo caso è lo stato centrale che stabilisce le linee guida e i programmi d’azione. Nel secondo, invece, tutto dipende dalle Regioni. Un recente rapporto del Ministero del Lavoro d’Oltrereno offre l’occasione per mettere a confronto i due modelli.

Dalla lettura di questo documento emerge come a Berlino i centri dedicati alla professionalizzazione dei giovani diversamente abili siano ben organizzati. Visto che puntano a fornire un insieme di servizi di supporto e sostegno alla persona che viene seguita in questo percorso, senza limitarsi alla pura e semplice formazione. Si legge infatti che i team di professionisti, che accolgono i disabili in questo servizio disponibile su tutto il territorio nazionale, sono composti sia da formatori ed insegnanti, ma anche da medici, psicologi, sociologi e pedagogisti.

Un ragazzo disabile che entri in contatto con questo servizio può scegliere tra circa 240 tipologie di professioni da apprendere, ma soprattutto avrà garantita la possibilità di essere seguito nel suo iter di crescita professionale e personale.

In Italia la situazione è un po’ più complessa. A differenza della Germania, nel nostro Paese per le persone affette da handicap non sono previsti corsi di formazione ad hoc. Vengono, infatti, inseriti all’interno di classi tradizionali, utilizzando quindi una logica di integrazione con gli altri ragazzi che compongono la classe.

Per quanto riguarda in particolare la formazione professionale, nel Bel Paese sono le Regioni le uniche competenti in materia. Che, pero’, sempre piu’ spesso delegano i privati (profit e non profit) utilizzando i finanziamenti del Fondo Sociale Europeo.

Diversamente dai centri tedeschi, non sono previste figure quali medici e psicologi all’interno come componenti dei team di lavoro. Sicuramente però gli istruttori che lavorano nei centri di formazione italiani hanno competenze trasversali che vanno al di là delle mere capacità educative, sono infatti tipicamente più formati a loro volta, frequentano quindi maggiormente corsi di aggiornamento, soprattutto per quanto riguarda coloro che sono a supporto delle persone disabili.