La democrazia senza le donne è una democrazia a metà. È questa in sintesi la premessa del recente rapporto della Commissione Interamericana dei Diritti dell’Uomo che denuncia lo status quo della partecipazione politica del gentil sesso nei Paesi del continente americano.
Il documento dà atto dell’aumento delle rappresentanze femminili negli incarichi pubblici e nei posti direttivi, portando come esempio le elette negli ultimi vent’anni alla carica di Presidenti o Primi Ministri in Cile, Argentina, Nicaragua, Panama, Costa Rica, Brasile e via di seguito. Esso guarda altresì con favore e supporta pienamente gli istituti ed i ministeri creati in vari Stati al fine di promuovere i diritti umani e la leadership politica delle donne.
Per altro verso, il report evidenzia che, attualmente, la presenza del genere femminile nei processi decisionali relativi alla sfera non solo politica, ma anche civile, economica, sociale e culturale resta limitata. Le cause principali vengono identificate nella discriminazione di genere, che affonda le sue radici in convinzioni e pratiche obsolete, ed in vari ostacoli di tipo strutturale. Ad esempio, le donne che ambiscono ad incarichi pubblici di rilievo devono fronteggiare svantaggi socio-economici derivanti dalla scarsa o inesistente propensione dei partiti al finanziamento delle loro campagne o al supporto delle loro candidature. Inoltre, specialmente nelle aree rurali ed emarginate, le donne sono poco o nulla consapevoli dei propri diritti politici e sono frequentemente sottoposte a diverse forme di violenza che impediscono o limitano il libero esercizio di questi ultimi, tra cui anche il diritto al voto.
In tali condizioni, garantire una presenza consistente di donne negli incarichi di potere resta una sfida complessa, per vincere la quale servono a poco le leggi sulle quote rosa o simili interventi normativi di carattere speciale. In assenza di sanzioni per l’inadempimento, infatti, esse vengono in gran parte ignorate da chi è chiamato ad attuarle.
La Commissione conclude con la raccomandazione, rivolta agli Stati, di adottare misure adeguate affinché il genere femminile possa effettivamente partecipare ed essere rappresentato in tutte le sfere della politica in una condizione di parità. Obiettivo che deve necessariamente passare per lo sradicamento delle discriminazioni di origine socioculturale e la prevenzione e repressione delle violenze nei confronti dell’altra metà del cielo.





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