Dall’housing sociale al cohousing intergenerazionale

di Annalisa Lista - 01.03.2016
Dall’housing sociale al cohousing intergenerazionale
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Raccontare il cohousing intergenerazionale attraverso un film. Lo ha fatto, in maniera divertente e leggera, il regista francese François Desagnat in Adopte un veuf (“Adotta un vedovo”) in uscita nelle sale d’Oltralpe il 20 aprile. La trama è semplice ed efficace. Il vecchio Hubert, vedovo da poco, ha perso la gioia di vivere. E finisce per trascorrere intere giornate nella sua grande casa, da solo, davanti alla TV. Finché, un giorno, per puro caso, si ritrova a ospitare una giovanissima studentessa. Cui si aggiungono, nelle settimane successive, un’infermiera e un avvocato in cerca di alloggio. L’insolita convivenza, pur sconvolgendo i ritmi di vita di tutti, arricchirà le due generazioni. Facendo ritrovare la gioia di vivere a Hubert e offrendo importanti lezioni di vita a Manuela, Marion e Paul. Una commedia che racconta, da un lato, la solitudine degli anziani e, dall’altro, le enormi difficoltà, oggi, per i giovani, di avere una casa tutta per sé.