Come non stressare un cliente autistico al ristorante

di Roberta Lunghini - 15.03.2016
Come non stressare un cliente autistico al ristorante
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Per una persona con autismo l’attesa al ristorante può essere un’importante fonte di stress e turbamento. Che, complice l’ambiente ricco di odori intensi e rumori forti, può arrivare a provocare delle vere e proprie crisi. Questo soprattutto in vacanza quando si ritrovano in posti sconosciuti lontani dall’abituale e rassicurante corso della quotidianità. Ma ci sono degli accorgimenti che i ristoratori e gli albergatori possono adottare per rendere meno problematico il momento a tavola di chi soffre di questo disturbo. In particolare le socie fondatrici del centro di ricerca e apprendimento Be&Able di Roma, come riportato da Bed&Care, danno almeno tre semplici, ma fondamentali, consigli da seguire:
1. Ridurre il più possibile il tempo di attesa. Magari consentendo alla famiglia di ordinare la cena con largo anticipo e concordando l’orario in cui dovrà essere pronto il pasto;
2. Mostrare, al momento dell’ordinazione, una foto delle pietanze, il più possibile realistica, attraverso la quale la persona possa analizzare il colore dei cibi o la quantità e la dimensione dei vari elementi che compongono il piatto;
3. Collocare il tavolo in un punto tranquillo della sala, ma non appartato, evitando di posizionare la persona autistica vicino a tavolate rumorose o alla cucina dove la confusione e gli odori potrebbero essere più intensi e fastidiosi.

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