La Corte di Cassazione italiana ha recentemente confermato la non idoneità all’adozione internazionale per una coppia di coniugi che aveva avanzato delle preferenze circa l’etnia e la religione del minore. In particolare, non volevano un bambino di colore o rom, figlio di pazienti psichiatrici e non cattolico. Secondo i Supremi Giudici, tali preclusioni evidenziano un atteggiamento, non solo discriminatorio, ma anche difensivo e quindi non compatibile con il presupposto di totale accettazione proprio dell’adozione.