Bugie ministeriali

Pensare di combattere il terrorismo islamico con le menzogne è una strategia perdente e controproducente. Lo sa bene il Ministero dell’Interno italiano che, dopo aver negato la concessione della cittadinanza a un pachistano residente nel nostro Paese da oltre 20 anni, perché accusato di avere rapporti con gruppi estremisti è stato costretto a fare marcia indietro. Per la semplice ragione che, come hanno dimostrato i giudici del Consiglio di Stato dopo il ricorso presentato dal Viminale contro la decisione del Tar del Lazio di revocare la decisione del Ministero, le accuse nei confronti dell’immigrato erano a dir poco infondate. Negli atti, redatti dagli esperti del Dicastero, infatti, i sospetti nei confronti dello straniero si basavano esclusivamente sul fatto di frequentare assiduamente la Moschea e partecipare regolarmente alla funzioni religiose. Tant’è che, a seguito di ulteriori numerosi controlli, i sospetti si sono rivelati privi di alcun fondamento.