22 May 2012


Grazie a giganteschi telescopi e sofisticatissimi rivelatori di fonti luminose, le nostre conoscenze della sfera celeste raddoppiano di anno in anno.
[The Atlantic, 20 aprile 2012]
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March 14, 2012

Fabbro antiviolenza

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Per coloro che sono state vittime di violenza, anche piccoli dettagli, come il cambio della serratura, sono indispensabili per convivere con quello che é un vero e proprio indelebile trauma. Un particolare che spesso é un lusso per poche. Visti gli elevati costi, ad esempio, di una porta blindata. Da qui l’originale proposta dell’Unione dei Fabbri Spagnoli. Che ha deciso di offrire gratuitamente questo servizio a tutte le donne che hanno subito vessazioni fisiche. E, sorpresa nella sorpresa, l'iniziativa ha trovato subito il favore di Blancha Hernández, responsabile del governo per questa materia. Al punto che già nelle prossime settimane il progetto dell’UCES verrà avviato ufficialmente con la sigla di accordi formali con tutti i comuni e le comunità autonome spagnole. Da notare che il fabbro arriverà a casa non su richiesta delle interessate. Ma solo dopo il sì delle autorità giudiziarie e di polizia. Che valuteranno caso per caso se questo tipo di intervento sia utile o meno ad evitare la reiterazione del reato. David Ormaechea, presidente della UCES, spiega che l’iniziativa é già partita in via sperimentale l’anno scorso, con il cambio gratuito di “varie serrature” a Cordova. Com’è andata? “Uno dei nostri soci ci parlò della terribile esperienza di una [...]

March 9, 2012

Stessa crisi, diverse conseguenze

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In Spagna la pesante attuale crisi economica si coniuga al femminile. In particolare le donne hanno pagato più dei colleghi uomini i tagli al budget della Pubblica Amministrazione. Visto che storicamente il loro principale datore di lavoro era lo Stato. Adesso, però, con il congelamento delle assunzioni in questo settore e la riduzione delle spese, il gentil sesso è costretto a rivolgersi altrove. Nel 2007, nel pieno del boom economico, la disoccupazione maschile si attestava al 6,1%, mentre quella femminile arrivava al 10,5% secondo dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica (INE). Quattro anni piú tardi, il triste primato dell’altra metà del cielo si è sostanzialmente consolidato. Una dura realtà aggravata dal fatto che, svolgendo nella maggior parte dei casi impiegni precari, dopo il licenziamento possono contare solo su bassissimi sussidi economici statali. Non solo. Anche le più fortunate sono costrette ad accettare stipendi più bassi dei loro pari grado dell’altro sesso.  Secondo i dati resi noti dal Ministero della Salute, dei Servizi Sociali e delle Pari Opportunitá, infatti, il gap salariale di genere si attesta intorno al  22%. Il divario é particolarmente pronunciato per quanto riguarda i lavori part time, dove la retribuzione oraria per una donna costituisce il 76% di [...]

March 2, 2012

Racconto di una malattia rara

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Spesso si sottovaluta che gli eventi internazionali sono legati a storie personali di comuni cittadini. È questo il caso della giornata mondiale della Malattie Rare, tenutasi mercoledi 29 febbraio, e di Sergio. Un ragazzo spagnolo affetto dalla sindrome di Dravet.  Una patologia che al mondo colpisce 1 persona su 20.000, provocando crisi epilettiche e convulsioni che possono causare gravi danni psicofisici fino addirittira alla morte. Contrariamente a quanto accade in questi casi, Sergio, che convive con questa malattia dall’età di 3 anni, non si è perso d’animo. E, grazie anche alle nuove tecnologie, ha lanciato via internet  una campagna di sensibilizzazione  a livello mondiale per evitare che la comunità scientifica non smetta di cercare una cura per questa ed altre patologie che, spesso, vengono dimenticate. Proprio perchè colpiscono una esigua parte della popolazione. I primi complici di Sergio sono stati i suoi genitori, Julián e Lucía. “Sergio ci ha dotato di poteri di cui prima non disponevamo”, spiega il padre, presidente della Fondazione Sindrome di Dravet. La madre lasciò il suo posto di lavoro come traduttrice per dedicarsi esclusivamente alla cura del piccolo. Sergio, infatti, non puó restare mai da solo, perché le crisi potrebbero presentarsi in qualsiasi momento, mettendo a repentaglio [...]

February 14, 2012

Spagna, è scontro sui matrimoni gay

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Matrimoni omosessuali? Non ho nulla in contrario. Così in Spagna il Ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardón, del governo consevatore ha riportato alla ribalta mediatica la questione delle unioni legali tra le persone dello stesso sesso. Le sue affermazioni hanno scatenato una bufera, anche se poi l’esponente del partito popolare ha sottolineato che si tratta solo di “opinioni personali”. La sua formazione politica, infatti, impugnó la norma, che autorizzava le nozze gay, approvata dal primo Governo di Zapatero giá nel 2005, perchè considerata “anticostituzionale”. Il ministro si é affrettato a specificare che la legge resterá in vigore in attesa della che la Corte  Costituzionale si pronunci e ha ribadito che la posizione ufficiale del partito non é cambiata. Numerose organizzazioni di Lesbiche, Gay, Transessuali e Bisessuali hanno approfittato dell'occasione per richiedere ancora una volta all’esecutivo al potere di ritirare il ricorso contro il matrimonio e le adozioni per le coppie omosessuali, definite dal partito come pratiche “contro natura”. Il collettivo ha giá sollecitato una riunione con la formazione politica durante il prossimo congresso dei popolari. Nel frattempo la protesta non si arresta. Il calendario di mobilizzazioni proseguirá con il II Foro Europeo delle Famiglie LGBT che si terrá a Lloret de Mar a [...]

February 2, 2012

Figli di un altro genitore

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Mabel Escuer in realtá non é Mabel Escuer. Ha 59 anni, è spagnola e solo due anni fa ha scoperto di essere stata adottata. Presentó il suo caso davanti ai giudici lo scorso 12 di luglio e il 29 dello stesso mese era giá stato archiviato. Il nome di Escuer compare tra le quasi 90.000 firme raccolte da tre associazioni di vittime di una vera e propria tratta pluridecennale di neonati iberici destinatiall’adozione. Le loro richieste sono semplici: impedire che si chiudano le indagini in corso, riaprire i casi chiusi e ottenerel’appoggio del Governo. A un anno di distanza dalla prima denuncia collettiva, prevale rabbia e frustrazione: 1.500 casi segnalati, nessun imputato. Sono tante le storie come quella di Antonio Barroso, presidente dell’associazione di vittime Anadir, che nonostante sia in possesso del test del DNA che dimostra che non é il figlio dei suoi attuali genitori non saprà mai qual è la verità: il suo caso è già stato archiviato. “Se sei figliounico. Se i tuoi genitori sono molto piúanziani di te. Se non hai mai visto una foto di tua madre incinta… anche tu potresti esserestato rubato”, gridano centinaia di persone accorse da ogni regione per reclamare giustizia alla [...]

January 23, 2012

Ricerca, poche idee e confuse

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Gli spagnoli si schierano in difesa della ricerca scientifica. Più di 50.000 cittadini hanno giá firmato un appello al ministero dell’Economia per chiedere che al momento di pagare i contributi si possa destinare il versamento obbligatorio dello 0,7% dell’IRPEF a questo settore cruciale per il futuro del paese. La petizione nasce in seguito ai tagli, è la terza volta nel giro di pochi mesi, di 600 milioni di euro ai fondi per la ricerca imposti dal nuovo Governo di Mariano Rajoyi. L’idea di destinare parte delle tasse alla scienza é frutto dell’iniziativa di un físico spagnolo di 26 anni, Francisco J. Hernández, ricercatore nel departamento di zoología dell’Universitá di Cambridge, che ha trovato non poco consenso nel mondo dei social network. Nelle prime 48 ore in seguito alla pubblicazione dell’appello nel suo blog di divulgazione scientifica, migliaia di persone avevano aderito alla causa, tanto nel mondo della scienza, come gli altri cittadini. Non sono mancate però anche le critiche. Tra gli oppositori, ci sono coloro che non vogliono trasmettere il messaggio che la ricerca debba vivere di “elemosina”, come si legge in alcuni forum di discussione. Altri invece temono che si dia inizio a una situazione assurda, in cui ogni [...]

January 11, 2012

Violenza senza giustizia

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A partire da questa settimana a Madrid si complica la vita delle vittime della violenza maschile. A causa dei tagli imposti dal governo regionale, infatti, ben il 50% del personale impiegato nei tribunali che si occupano in particolare di abusi contro le donne sarà costretto a lavorare part-time. L'esecutivo non ha specificato se si tratta di un provvedimento temporaneo, né che benefici avrà per le casse della Comunidad del capoluogo iberico. Quello che è certo è che la decisione del gabinetto presieduto da Esperanza Aguirre penalizzerá 20 tribunali della periferia della capitale spagnola, 13 dei quali si dedicano esclusivamente a questo tipo di delitti. “Il carico di lavoro di queste istituzioni giustifica pienamente la presenza di funzionari durante il pomeriggio”, assicura il segretario generale dell'associazione Funzionari Giudiziari di Madrid in una dichiarazione rilasciata al quotidiano El País. L'esecutivo, dal canto suo, si difende spiegando che l'ordinanza si deve alla necessitá di riorganizzare la distribuzione del personale sulla base di un'analisi del funzionamento dei tribunali. Secondo i dati distribuiti dalla Comunidad, durante il primo semestre del 2011 i casi di violenza di genere arrivati davanti al giudice sono stati 1.609, un 6,27% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il personale colpito dal [...]

December 8, 2011

Spagna controcorrente

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Il numero di cittadini spagnoli che non hanno diritto all'assistenza sanitaria nazionale ha toccato quota 300.000: + 50% rispetto allo scorso anno. Un vero e proprio allarme sociale che, nonostante la crisi, le autorità iberiche hanno deciso di affrontare con uno stanziamento di oltre 100 milioni di euro. La nuova Legge Generale di Salute Pubblica, approvata lo scorso luglio dal Parlamento e che entrerà in vigore l'1 gennaio 2012, infatti, ambisce ad estendere la copertura sanitaria a tutta la popolazione della penisola. Nell'attesa, l'assistenza gratuita è garantita solo nei casi di urgenza. Diversamente è necessario dimostrare di essere indigenti, oppure mettersi a carico di un familiare con diritto all'assistenza medica (coniuge, ascendente o discendente) o pagare il prezzo completo per i servizi ricevuti e i farmaci. In realtà si tratta di un problema tutt'altro che nuovo. L'assistenza medica è indissolubilmente legata al versamento dei contributi da 25 anni, nonostante sia gestita dalle Comunità Autonome. Il dibattito per correggere quest'aspetto della normativa è aperto dal 1990, ma il livello record raggiunto dal tasso di disoccupazione nel terzo trimestre di quest'anno (21,52%), e il conseguente incremento dei cittadini senza copertura medica, hanno reso la soluzione quanto mai urgente. L'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha offerto alle amministrazioni autonome un accordo [...]

November 21, 2011

Guarda quanto mi costi

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€792 per togliere le tonsille. €13 per una radiografia. Queste sono alcune delle ricevute che i pazienti delle strutture sanitarie pubbliche della Comunitá di Madrid trovano nella cassetta delle posta in questi giorni, ma che fortunatamente non dovranno pagare. Il Governo autonomo le chiama “fatture informative”, anche se l'opposizione preferisce definirle “occulte”. Lo scopo dell'iniziativa é far sapere ai cittadini che la sanità pubblica ha un prezzo, anche se é gratuita. Il conto è tutt’altro che approssimativo. Oltre ai costi della visita o degli interventi chirurgici, infatti, sono indicati nero su bianco anche quelli del personale, del materiale farmaceutico e perfino dell’acqua, della luce, della sicurezza, della pulizia e della manutenzione. A ciascuno viene inoltre dettagliatamente notificato il numero di controlli effettuati nell'ultimo anno. Una novità che, secondo i detrattori, è un primo passo verso un sistema sanitario a pagamento. Per l’esecutivo invece si tratta semplicemente di un tentativo di responsabilizzare i cittadini evitando l’abuso di un servizio tanto importante quanto oneroso.

November 18, 2011

Ricchi e poveri

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Sempre meno ricchi e sempre piú poveri. Come conseguenza della crisi finanziaria internazionale in Spagna non solo le entrate delle famiglie sono diminuite, ma la loro distribuizione é sempre meno omogenea. Tant'è che nel 2010, la differenza salariale tra le diverse classi sociali ha raggiunto i massimi storici. Uno dei tassi di disoccupazione più alti d'Europa, la riduzione degli stipendi e dei sussidi statali sono i principali responsabili di questo tragico record. L'abisso che si é creato tra chi ha troppo e chi troppo poco é il piú elevato registrato dal 1995, anno in cui l'Eurostat ha iniziato a raccogliere dati sulle differenze salariali nell'Unione Europea. Già nel 2009, l'ultimo anno in cui tutti i paesi membri hanno fornito all'istituto statistico dati relativi alla propria situazione economica, la Spagna si situó tra le prime quattro nazioni in cui tale squilibrio era piú pronunciato. Solo Lettonia, Lituania e Romania superavano la Spagna in questa classifica. Da notare che lo studio dell'Eurostat si basa su una scala di misura in cui lo zero corrisponde a una situazione ideale (uguaglianza perfetta) e il 100 alla disparitá assoluta. Secondo questi parametri, il coefficiente di disuguaglianza spagnola tocca quota 33,9%, una situazione non molto differente da quella [...]