22 May 2012


Grazie a giganteschi telescopi e sofisticatissimi rivelatori di fonti luminose, le nostre conoscenze della sfera celeste raddoppiano di anno in anno.
[The Atlantic, 20 aprile 2012]
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April 28, 2011

Le ragioni della condanna europea

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Mentre il Ministro dell'Interno Roberto Maroni si interroga sul perché la Corte di Giustizia dell'UE abbia bocciato la norma che ha introdotto il reato di clandestinità in Italia, West, mesi fa, senza attendere la sentenza dei giudici del Lussemburgo,  aveva indicato i problemi legati a questo provvedimento in un articolo che vi riproponiamo. Come noto, il reato di immigrazione clandestina è stato introdotto nel nostro Paese dalla legge 94 del 15 luglio 2009, inserita nel “pacchetto sicurezza”. A meno di un anno di distanza, non è ancora possibile valutare sulla base di dati certi gli effetti deterrenti della criminalizzazione dell’ingresso illegale sul territorio italiano. Restano, tuttavia, numerose perplessità di fondo. Il reato di immigrazione clandestina esiste anche in altri paesi europei (Francia, Regno Unito, Svizzera, per citarne alcuni), ma solo in Italia si coniuga con l’obbligatorietà dell’azione penale. Così, una volta che un immigrato clandestino sia individuato sul territorio, viene automaticamente messa in moto la macchina giudiziaria, seppur a livello dei giudici di pace, con elevati costi diretti ed indiretti – la sottrazione di risorse umane ed economiche ad altre materie. In altri ordinamenti, invece, i governi possono di volta in volta scegliere le opzioni più efficaci, e ricorrere a misure [...]

October 20, 2010

4) Il welfare prossimo futuro

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Editorialista del Corriere della Sera, docente presso la facoltà di Scienze Politiche dell’università degli studi di Milano, Maurizio Ferrera ha dedicato buona parte della sua carriera a studiare e analizzare l’evoluzione del welfare in Italia e in Europa. Con questo colloquio offre ai nostri lettori un ritratto tra luci ed ombre dello “stato di benessere” del vecchio continente. L’immigrazione sembra creare dei problemi al welfare e minare la forza dei partiti socialdemocratici, che su di esso avevano costruito il loro successo. Formazioni di destra sembrano invece fornire soluzioni più gradite agli elettori. Il recente caso svedese è esemplificativo in tal senso. Stiamo assistendo ad una ridefinizione dei rapporti tra destra e sinistra, con l’immigrazione come fattore scatenante? L’impatto dell’immigrazione credo sia una delle ragioni più rilevanti per spiegare la caduta dell’appeal della social democrazia e dei partiti di centro-sinistra nei paesi europei, perché, come dite, in fondo in un periodo di crisi e di crescente polarizzazione economica tra low skills e high skills ci si aspetterebbe che i ceti meno abbienti, più penalizzati dal processo di internazionalizzazione e di globalizzazione si orientino verso un voto a sinistra, su quei partiti e quei gruppi che tradizionalmente hanno cercato di migliorare le condizioni [...]

September 11, 2010

La crisi della libera circolazione

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In relazione alle espulsioni dei Rom dalla Francia, un recente incontro a Parigi di alcuni ministri degli interni ha evocato, tra gli altri, il tema dell’espulsione di cittadini UE. La direttiva 2004/38 prevede, all’art.7, che per soggiorni di durata superiore a 3 mesi i cittadini di Stati membri che si rechino in un altro paese membro devono dimostrare di disporre di un’assicurazione sanitaria e di risorse economiche sufficienti per il sostentamento proprio e dei famigliari, in modo da non costituire un carico per il welfare dello Stato ospitante. Le misure di allontanamento, che limitano quindi la libertà di circolazione dei cittadini UE, sono disciplinate dall’art. 27 e possono essere giustificate da minacce all’ordine pubblico, alla pubblica sicurezza o alla sanità pubblica, ma tali motivi non possono essere invocati per fini economici. Di qui il problema sollevato a Parigi, visto che il paese ospitante non ha efficaci strumenti di allontanamento nei confronti di coloro che non rispettano le condizioni poste dalla direttiva 2004/38 all’art.7 ma non rientrano nei motivi indicati dall’art. 27. Infatti, l’eventuale ricorso al welfare state nazionale per l’assenza di risorse proprie va valutato assieme ad altri elementi (durata del soggiorno, legami famigliari, integrazione, etc.) e non può di per [...]

July 21, 2010

Piccoli cittadini crescono

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La pubblicazione degli ultimi dati Eurostat sull’acquisizione della cittadinanza nell’UE-27 nell’anno 2008 fornisce l’occasione per una riflessione che è può essere utile spingere indietro, anche se solo con considerazioni generalissime, almeno sino al 2006. Più interessanti del valore aggregato si rivelano i dati riguardanti i singoli Stati, che si presentano alquanto eterogenei. Non esistono, infatti, regole europee comuni per l’acquisizione della cittadinanza UE, ma queste discendono dalle normative per l’acquisto delle cittadinanze nazionali. Ne deriva una notevole variabilità tra Stati membri, riflesso diretto di sistemi e scelte politiche nazionali che rendono più o meno difficile per uno straniero divenire cittadino. La cittadinanza dell’Unione europea si associa automaticamente alla cittadinanza di uno degli Stati membri e, pur comportando alcuni diritti suoi propri, non la sostituisce. Aldilà dei valori assoluti, il dato più interessante – e comparabile – per rilevare l’apertura o chiusura della normativa sulla cittadinanza è il numero di acquisti di cittadinanza ogni 1000 stranieri. La media europea per il 2008 è di 22, in calo rispetto ai 24,3 del 2007. Integrando tale valore con la proporzione di coloro che già possedevano la cittadinanza di uno Stato membro e con i paesi di provenienza più rappresentati, possiamo tracciare un quadro che cattura le [...]

June 16, 2010

Il reato di clandestinità e il suo doppio

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Nell’accesa discussione innescata in Italia dall’introduzione, con il “pacchetto sicurezza” del 2009, del reato di clandestinità giunge ora una sentenza della Corte Costituzionale che chiarisce un aspetto complicato e controverso. Di che si tratta é presto detto. La Consulta, fermo restando che dovranno essere pubblicate le motivazioni, ha stabilito l’impossibilità di sovrapporre l’aggravante per clandestinità al reato di immigrazione clandestina. In sostanza, una cosa è il reato di immigrazione clandestina, altro è la trasformazione dello stesso in un aggravante di altri reati. Numerosi giudici di pace avevano, infatti, sollevato questioni di costituzionalità sia quanto all’introduzione dell’aggravante di clandestinità, sia, soprattutto, in relazione al reato di immigrazione clandestina. I profili di presunta incostituzionalità riguardavano principalmente l’articolo 3 della Costituzione. Sotto il profilo del principio di eguaglianza il reato potrebbe venire contestato a stranieri in situazioni tra loro assai diverse: stranieri entrati illegalmente in territorio italiano e dediti ad attività criminosa, stranieri entrati illegalmente ma successivamente integratisi in maniera onesta, stranieri che, giunti per soggiorni di breve durata, si siano trattenuti oltre la scadenza del loro titolo di soggiorno, magari per motivi contingenti. Più in particolare, é stata dichiarata incostituzionale l’aggravante di clandestinità introdotta nel codice penale dal “pacchetto sicurezza” del 2008, che prevede l’aumento delle [...]

June 3, 2010

L’antidoto alla clandestinità è la flessibilità

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Come noto, il reato di immigrazione clandestina è stato introdotto in Italia dalla legge 94 del 15 luglio 2009, inserita nel “pacchetto sicurezza”.  A meno di un anno di distanza, non è ancora possibile valutare sulla base di dati certi gli effetti deterrenti della criminalizzazione dell’ingresso illegale sul territorio italiano. Restano, tuttavia, numerose perplessità di fondo. Il reato di immigrazione clandestina esiste anche in altri paesi europei (Francia, Regno Unito, Svizzera, per citarne alcuni), ma solo in Italia si coniuga con l’obbligatorietà dell’azione penale. Così, una volta che un immigrato clandestino sia individuato sul territorio, viene automaticamente messa in moto la macchina giudiziaria, seppur a livello dei giudici di pace, con elevati costi diretti ed indiretti – la sottrazione di risorse umane ed economiche ad altre materie. In altri ordinamenti, invece, i governi possono di volta in volta scegliere le opzioni più efficaci, e ricorrere a misure di carattere amministrativo o, se necessario, penale. La sanzione prevista per il reato di immigrazione clandestina è pecuniaria – paradossale sarebbe prevedere la detenzione, che otterrebbe l’effetto opposto a quello desiderato, cioè la permanenza dell’immigrato sul suolo italiano, seppur in un istituto di pena –, un’ammenda che va da 5000 a 10000 euro. Ma [...]