22 May 2012


Grazie a giganteschi telescopi e sofisticatissimi rivelatori di fonti luminose, le nostre conoscenze della sfera celeste raddoppiano di anno in anno.
[The Atlantic, 20 aprile 2012]
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April 29, 2011

2) Dopo i baby-boomers, ecco la generazione sandwich

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Il  futuro della società post baby-boom è ricco di enigmi e incertezze. Tuttavia un dato è certo: le nuove generazioni si troveranno nella morsa tra il desiderio di metter su famiglia e la necessità di trovare un'occupazione stabile. Rinunciando sempre più alla prima, in cambio di un lavoro precario. Con tutte le conseguenze del caso. Ne parliamo con Fred Pearce, giornalista e autore del bestseller "People earthquake. Mass Migration, Ageing Nations and the Coming population crash". Il 2011 è il primo anno in cui una parte dei cosidetti baby-boomers va in pensione. La sensazione, però, è che nonostante il raggiungimento dell’età pensionabile, siano ancora loro a detenere di fatto le leve del potere, specie nel Vecchio Continente. Non crede che questo rappresenti un vero e proprio elemento di conservazione, un freno alla necessità di introdurre importanti riforme e cambiamenti in buona parte degli Stati europei? E' a dir poco plausibile. Non tutti gli over-65 sono conservatori, ma molti lo sono.Visto che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno la ben che minima intenzione di cedere il passo alle nuove generazioni. Tuttavia prima o poi dovranno rendersi conto che non ci sono abbastanza giovani per sostenere le loro pensioni e più  in [...]

April 22, 2011

1) Baby-boomers, quei giovani anziani

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C’è un aspetto che accumuna le nuove generazioni del Vecchio Continente: l’ingresso nel mondo del lavoro è un’impresa sempre più difficile. Scontate le pur significative differenze nazionali, rimane da capire se sono i giovani europei incapaci di salire sul treno dell’occupazione o se, invece, sono i vecchi passeggeri ad ostacolarne l’ingresso. Ne parliamo con il Prof. Gerard François Dumont che, oltre ad essere docente all’Università La Sorbona di Parigi e direttore della rivista Population et Avenir, da anni si occupa dei rapporti inter-generazionali e della demografia in Europa al punto da aver coniato fortunati neo-logismi come l’” hiver démographique” (inverno demografico) e “gerontocroissance” (l’aumento delle persone anziane in una data popolazione). Il 2011 è il primo anno in cui una parte dei cosidetti baby-boomers va in pensione. La sensazione, però, è che nonostante il raggiungimento dell’età pensionabile, siano ancora loro a detenere di fatto le leve del potere, specie nel Vecchio Continente. Non crede che questo rappresenti un vero e proprio elemento di conservazione, un freno alla necessità di introdurre importanti riforme e cambiamenti in buona parte degli Stati europei? Le generazioni del rinnovamento demografico del dopoguerra, quelle nate fra il 1946 e il 1975, formano oggi, nella maggior [...]

March 25, 2011

Immigrazione, tre si di Bruxelles

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Sull’immigrazione l’Italia vince il braccio di ferro con l’Europa. Infatti dopo settimane di tira e molla il Vertice dei Capi di Stato e di Governo ha accolto gran parte delle sue richieste, dando l’ok su tre fondamentali questioni: - L’impegno a garantire tutto il supporto tecnico e finanziario alle operazioni di rimpatrio degli immigrati da parte delle autorità italiane; - La riorganizzazione, entro e non oltre la fine del prossimo giugno, dell’Agenzia Europea per il Controllo delle Frontiere Esterne (FRONTEX) che, anche grazie ai finanziamenti aggiuntivi rispetto a quelli stanziati lo scorso 11 marzo, amplierà e rafforzerà la propria capacità operativa. - L’aiuto non solo a parole, ma con i fatti ed i soldi, ai paesi del lato mediterraneo dell’Unione oggi sotto pressione.

February 18, 2011

Il paradiso dei Rom

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La questione nomadi è complessa ma non irrisolvibile. Come testimoniano gli esempi di due comunità gitane: uno in Macedonia e l’altro in Andalusia. Sembra un altro mondo rispetto al resto d’Europa. Dove persecuzioni, ghettizzazioni, povertà e discriminazioni, non son di casa. Partiamo dalla Macedonia. Anzi dal “Regno dei Rom”. Così gli stessi rappresentanti di questo controverso ed eterogeneo popolo amano chiamare quella che ad oggi è la “casa” più ospitale che abbiano mai trovato nel Vecchio Continente. Negli stati balcanici le comunità zigane sono presenti fin dall’anno mille. Ma è proprio a Skopje e dintorni che sono riusciti ad integrarsi al punto da diventare un paradigma per il resto d’Europa. Qual è la formula magica? La chiave di volta è il riconoscimento ufficiale  dei Rom come popolo costitutivo della nazione macedone. Il resto va da sé: rappresentanza politica, partecipazione attiva alla vita economica e sociale. Ministri, sindaci, imprenditori e studenti di successo sono anche Rom. In quanto cittadini e non come appartenenti ad una determinata comunità. In breve, a Skopje il Multiculturalismo, quello con la m maiuscola (v. articolo di Guido Bolaffi su queste colonne) si tocca con mano. La diversità non si è tradotta in una netta suddivisione della società [...]

February 9, 2011

Flussi europei, quote nazionali

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Una politica sovranazionale delle migrazioni, è questa l’unica via d’uscita dal cul de sac in cui si trova oggi la maggior parte dei paesi di accoglienza. Catherine Wihtol de Wenden - direttrice del Centre d’Études et de Recherches Internationales (CERI) del CNRS, Science-Po di Parigi, unanimemente riconosciuta come una delle più importanti esperte di immigrazione a livello mondiale – non ha dubbi: lo Stato non è più l’unico attore nello scacchiere internazionale, le molteplici sfide poste dalla globalizzazione necessitano risposte che vanno al di là dei confini nazionali. Una teoria che de Wenden ha sviluppato in numerose opere, da ultimo nel libro “Les questions migratoire au XXI siècle”, SciencePo Les Presses. Con questa intervista la ricercatrice del CERI, oltre a dare la sua opinione sul decreto flussi, offre un quadro generale sulle politiche migratorie del nostro paese. Parlare di politiche migratorie in Italia è quasi un eufemismo. Se non altro perché la maggior parte degli immigrati regolari residenti nel nostro paese, sono ex irregolari che hanno beneficiato delle sanatorie. Secondo lei, di fronte a questa a situazione che cos’è che concretamente andrebbe fatto? La situazione italiana non è un'eccezione in Europa. In Spagna, Grecia e Portogallo, la maggior parte degli [...]

February 7, 2011

2) Meglio i flussi che niente

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Il dibattito aperto da Guido Bolaffi sul decreto flussi e più in generale sulle politiche migratorie in Italia continua su West con questa intervista al Professor Francesco Daveri. Ordinario di Politica Economica presso l’Università di Parma e docente nel programma Mba della SDA Bocconi, Daveri ha di recente pubblicato il libro “Stranieri in casa nostra”, UBE editore che offre un quadro del fenomeno migratorio italiano nel XXI secolo. 1) Parlare di politiche migratorie in Italia è quasi un eufemismo. Se non altro perché la maggior parte degli immigrati regolari residenti nel nostro paese, sono ex irregolari che hanno beneficiato delle sanatorie. Secondo lei, di fronte a questa a situazione che cos’è che concretamente andrebbe fatto? Le politiche migratorie sono quasi inevitabilmente una coperta corta, soprattutto in un paese come l’Italia che è - da un lato - densamente popolato e - dall’altro - molto vicino a tanti paesi ad alta emigrazione potenziale. Ma non si può certo rinunciare a tentare di governare, o almeno indirizzare, il fenomeno immigrazione. E a questo scopo, anche se il sistema delle quote annuali ha molti difetti, alcuni dei quali efficacemente descritti da Guido Bolaffi in un suo recente editoriale su questo giornale, non [...]

February 2, 2011

1) Decreto flussi funziona poco e male

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In queste ore di “click day” per prenotare, in base all'annuale decreto flussi, l’arrivo di nuovi lavoratori immigrati, sono molti a chiedersi se per la politica dell'immigrazione italiana non sia giunto il momento di voltare pagina come sostiene Padre Mario Toffari, direttore dell’ufficio pastorale migranti della diocesi di Brescia. 1) Partiamo da Brescia, visto che lo scorso autunno lei è stato un testimone privilegiato della protesta di un gruppo di immigrati clandestini contro la sanatoria colf e badanti. C’è un rapporto tra quei fatti e le preoccupazioni che il mondo della Chiesa, o quantomeno una parte di esso, manifesta verso le politiche migratorie del nostro paese? Penso, ad esempio, al recente intervento del Direttore della Caritas veneziana, Mons. Dino Pistolato. Non credo proprio. Il problema non sta in questa o quella protesta, che non ottiene molta benevolenza da parte degli Italiani. Il problema è più generale. Si tratta di fare in modo che quanti vengono nel nostro paese possano avere un futuro certo e dignitoso. Questo vuole anche dire che gli stati hanno il diritto e il dovere di regolamentare l’immigrazione. 2)      Parlare di politiche migratorie in Italia è quasi un eufemismo. Se non altro perché la maggior parte degli immigrati [...]

December 24, 2010

4) Rom – Problema reale, soluzioni fallimentari.

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Dall’attuale, convulso dibattito sui rom possiamo trarre un’unica conclusione. La «questione nomadi» non è un'invenzione, né tantomeno un’improvvisa tempesta che ha colpito il vecchio continente. E’ più semplicemente un problema reale in buona parte degli stati europei. E, grazie al polverone sollevato ad arte da quell’istrione di Nicolas Sarkozy, sappiamo anche che tanto l’ipocrisia dei benpensanti, quanto il populismo dei politici di turno non sono certo la soluzione. Sul tema, dunque, l’enigma di fondo rimane tuttora irrisolto: siamo noi a non fare abbastanza o è il popolo sterminato da Hitler a non volersi integrare? Di certo non mancano le risorse economiche. Tra il 2007 e il 2013 saranno spesi oltre 13 miliardi di euro tramite il Fondo sociale europeo e Il Fondo per l’integrazione dei rom e delle minoranze cosiddette vulnerabili. Senza contare, ad esempio, che la sola Romania, entro il 2013 riceverà più di 30 miliardi di euro dalla Commissione europea per l’integrazione delle popolazioni nomadi e delle altre minoranze. È evidente allora che qualcosa non funziona. La verità è che il fiume di denaro messo a disposizione dalle istituzioni comunitarie segue percorsi cangianti, spesso oscuri, senza mai raggiungere la meta. In sostanza, in assenza di una strategia comune, si predilige finanziare [...]

December 9, 2010

L’italiano dei nuovi cittadini

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L’introduzione del test di lingua italiana per gli immigrati è non solo ragionevole ma utile. Partiamo dal decreto del governo 4 giugno 2010. Da oggi gli immigrati residenti in Italia da almeno cinque anni con un regolare permesso di soggiorno che richiedono, per sé e le loro famiglie, il permesso CE per i soggiornanti di lungo periodo, dovranno superare un test di lingua italiana. Non è forse ragionevole, per chi ha deciso un investimento di vita così impegnativo nel nostro paese dimostrare una sia pur elementare conoscenza dell’italiano? Tenendo anche presente che sono rilevanti le eccezioni previste. In base al decreto, infatti, sono esenti dal test: i minori under 14 e i soggetti affetti da gravi limitazioni alla capacità di apprendimento linguistico derivanti dall’età, da patologie o da handicap. In più, non sono tenuti a svolgere la prova gli immigrati in possesso di un attestato di conoscenza della lingua italiana; quelli che hanno conseguito in Italia il diploma di scuola secondaria oppure sono iscritti all’Università, o frequentano un master o un dottorato. Senza contare che chi non dovesse superare l’esame, ha il diritto di riprovare una seconda volta. Perché riteniamo che questo istituto sia utile? La risposta la troviamo smontando le critiche che [...]

November 23, 2010

Meindert Fennema: “La novità Wilders”

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Con la pubblicazione di “The Sorcerer’s Apprentice” Meindert Fennema ha conquistato la ribalta mediatica come biografo del tanto discusso leader del Partito della Libertà olandese Geert Wilders. Direttore dell’Istituto di ricerca sull’immigrazione dell’Università di Amsterdam e storico esponente dei Verdi olandesi, il Professor Fennema offre ai nostri lettori un’interpretazione precisa e soprattutto fuori dagli schemi del fenomeno Wilders e più in generale del controverso rapporto tra welfare e immigrazione nel vecchio continente. 1) Nel suo bestseller “The Sorcerer’s Apprentice” lei ha criticato l’establishment politico olandese per aver sottovalutato i problemi reali posti dal partito di Geert Wilders. In particolare ha segnalato che tanto l’integrazione degli immigrati, quanto la sostenibilità del sistema di welfare rappresenta un problema per buona parte degli stati europei. Com’è possibile, allora, conciliare Welfare e immigrazione nel prossimo futuro? Si tratta di un problema a dir poco complesso. Se non altro perché è evidente che il sistema di welfare deve necessariamente fare riferimento a una comunità economica, morale e politica ben definita, con rigide e severe regole che stabiliscono chi ne fa parte e chi no. In un sistema, invece, come quello attuale che prevede meno controlli alle frontiere, è indispensabile che anche [...]