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04 Feb 2012


L’economista Daniel Sullivan ha dimostrato che il tasso di mortalità a breve termine é doppio per chi é obbligato ad emigrare alla ricerca di lavoro
[The Hamilton Project, Aprile 2010]
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January 31, 2012

2) Fenomeno Le Pen

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In vista delle elezioni presidenziali francesi del prossimo 22 aprile, gli ultimissimi sondaggi danno il Front National ai massimi storici. Un successo per certi versi inaspettato, specie se si considera che appena 12 mesi fa Jean-Marie Le Pen, fondatore e indiscusso leader del partito di estrema destra d’Oltralpe, ha abbandonato la scena politica, lasciando il timone dell’FN alla figlia Marine. Ne parliamo con Jean Yves Camus:   docente all’Istituto di Relazioni Internazionali e Strategiche di Parigi (IRIS), collaboratore di  “Le Monde Diplomatique”, “Charlie Hebdo”, “Proche Orient”, “Rue89”,  è unanimemente riconosciuto come  uno dei massimi e più acuti analisti di quello che grazie ad  una straordinariamente felice espressione ormai  tutti  chiamano  “le populisme alpin. 1) Secondo un recente sondaggio TNS Sofres il 31% dei francesi condivide le idee del Front National contro il 22% di un anno fa? Quali sono le ragioni di questo successo? Questi dati sono sicuramente dovuti al cambio di leadership nel partito. Marine Le Pen è più in sintonia con lo stile di vita della middle class rispetto a suo padre. Il motivo è semplice: assomiglia alla lavoratrice media francese ed ha modificato le priorità  nell’agenda politica nazionale sulle questioni socio-economiche. E’ stato posto al centro l’intervento dello stato [...]

January 27, 2012

1) Circe lepenista

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A dodici mesi dalla conquista della leadership del Front National e a 4 dalle prossime elezioni presidenziali, Marine Le Pen rischia di essere la vera novità nel panorama politico francese. Non solo per l’ampio e crescente consenso, confermato da un recente sondaggio TNS Sofres, che gode tra l’elettorato d’Oltralpe. Ma soprattutto per essere riuscita nel giro di un anno a dare più che una semplice riverniciata al partito di estrema destra fondato dal padre nel 1972. Al punto che tra lei e il suo predecessore, almeno dal punto di vista lessicale e degli obiettivi, è ormai difficile trovare, oltre al cognome, un punto in comune. Il perché è presto detto. L’affascinante Marine è convinta che per rilanciare l’FN occorre ridisegnarne l’immagine e, per certi versi, c’è già riuscita. Donna in carriera, divorziata, paladina degli omosessuali e degli ebrei, anti-nazista, statalista, no global. Sono questi i più importanti ingredienti della magica ricetta che le ha permesso di trasformare in così poco tempo la vecchia formazione politica di estrema destra in un partito di destra post-moderno, seppur dai toni sempre accesi. Che rientra ormai a pieno titolo nella nuovissima famiglia del neopopulismo europeo. La quale annovera tra i suoi esponenti di spicco, [...]

November 2, 2011

Il problema è la povertà non l’etnia

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Viva le statistiche etniche. Per la prima volta nella storia della Repubblica francese un rapporto presentato oggi a Parigi dall’Osservatorio Nazionale (Onzus) offre una fotografia quanto mai dettagliata delle banlieues d’Oltralpe. Una novità assoluta grazie ai dati messi a disposizione da un’inedita inchiesta sulle cosiddette aree urbane sensibili, avviata nel 2010 dall’Istituo Nazionale di Demografia sulla base delle origini e dell’etnia dei cittadini di origine straniera residenti nell’Esagono. Gli aspetti piu’ significativi di questo lavoro sono sostanzialmente tre. Il primo e più rilevante è quello di mettere in luce ciò che molti, finora, hanno fatto finta di non vedere: anche nelle malandate periferie, infatti, l’ascensore sociale funziona. Visto che tra i residenti di seconda generazione aumenta, rispetto agli immigrati della prima, la percentuale di accesso a posizioni lavorative di livello dirigenziale (dal 4,4% al 5,3%), mentre diminuiscono quelle operaie (dal 52,2% al 40%). Un processo di mobilità che si accompagna ad un significativo incremento del numero delle ragazze che, rispetto alle madri, entrano in modo stabile e duraturo nel mercato del lavoro. Altro dato di rilievo è l’elevata percentuale (97%) dei figli degli immigrati in possesso della cittadinanza della République. Un indicatore fondamentale per chiarire, una volta per tutte, che, [...]

August 31, 2011

L’immigrazione volta pagina

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Tra le tante rivoluzioni che hanno caratterizzato il 2011, una è stata pressoché ignorata: per la prima volta negli ultimi sessant'anni il flusso di clandestini messicani verso gli USA si è arrestato. Ne discutiamo con il Prof. Douglas Massey, docente di Sociologia dell'immigrazione alla Priceton University, unanimemente riconoscito come uno dei massimi specialisti della materia. Alla luce degli ultimi dati ufficiali, è possibile sostenere che gli Stati Uniti non rappresentano più un polo d’attrazione per i vicini messicani? Si può parlare di una vera e propria inversione tendenza destinata a durare nei prossimi anni? In realtà, soltanto l'immigrazione illegale si è azzerata. E questo perché si sono aperti nuovi canali legali. I lavoratori stagionali dal Messico sono comunque circa 300mila l’anno, mentre l’immigrazione regolare oscilla tra 150mila e 200mila individui l’anno. Di fatto quindi i flussi migratori non si sono per niente interrotti. Ma allo stesso tempo credo che l’enorme boom migratorio a cui abbiamo assistito nell’arco temporale 1970-2000 sia finito. Infatti, il tasso di natalità messicana è in declino così come è in netta diminuzione la percentuale di messicani in età lavorativa E, soprattutto, quanto ha influito in questo trend il cambio di passo delle politiche di ingresso USA che anziché [...]

August 4, 2011

Schengen, occhio al cavallo di Troia

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Il deciso incremento dei flussi migratori dal vicino Nord Africa, dopo le rivolte di inizio anno, ha messo  in crisi non solo l’Italia ma l’intero continente europeo. Una situazione che, secondo molti stati UE, è dovuta ai limiti degli accordi di Schengen. Ma è proprio vero? È davvero indispensabile mettere mano a quello che è un diritto fondamentale dell’Unione: la libera circolazione delle persone? Ne parliamo con il Professor Paolo Bargiacchi, docente di diritto internazionale presso l’Università Kore di Enna, che ha seguito da vicino il dibattito ancora in corso sulla cosiddetta emergenza Lampedusa. 1) Il Consiglio europeo del 23-24 giugno si è concluso con un nulla di fatto. Tra le poche novità si segnala l’invito alla Commissione di presentare per il prossimo settembre un testo che definisca in dettaglio l’eventuale reintroduzione temporanea ed eccezionale dei controlli di frontiera nell’area Schengen. Quali sono i limiti ed i vantaggi di questa proposta? La proposta comporta pochi vantaggi, molti rischi e – soprattutto – appare fuori luogo con riguardo sia all’obiettivo del “sistema Schengen” che alla c.d. “emergenza Lampedusa”. L’arrivo di persone dal Nord Africa è un problema (in parte) di natura umanitaria cui va applicata la pertinente normativa internazionale ed europea. L’area Schengen, [...]

July 26, 2011

Il delirio ideologizzato

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C’è un aspetto dei tragici eventi di Oslo sul quale vale la pena richiamare l’attenzione. Quasi per un eccesso di snobbismo culturale gli elementi più semplici sono stati a dir poco sottovalutati. Anders Behring Breivik, il 32 enne accusato dell’efferata carneficina, è un malato di mente di estrema destra. E non il contrario. Una persona affetta da una vera e propria “patologia del pensiero che lo conduce a un delirio di onnipotenza e di grandezza: è lui il salvatore del pianeta”. Ciò che più conta, dunque, non è il rapporto tra ideologia e azione, bensì il viceversa.  Nella mente del giovane biondone l’unico obiettivo è quello di giustificare la missione finale: “il mondo va male e io lo salvo”. Che sia il cattolicesimo o il marxismo o il nazismo, poco importa. Sta tutto qui il perché della morte di oltre 76 persone in quello che è sempre stato considerato il paradiso del Nord Europa. Come ha ben spiegato a chiare lettere, in una recente intervista,  il noto psichiatra Vittorino Andreoli.Una teoria che trova piena conferma nel comportamento assunto dalla stesso Mr. Breivik. Che, a differenza di suoi noti predecessori – come ad esempio i due autori del massacro della Columbine [...]

June 23, 2011

A non decidere si rischia grosso

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Per il Consiglio Europeo di oggi prendere il toro per le corna significa sciogliere i due grandi nodi dell’immigrazione: asilo e Frontex. C’è però il serio rischio di assistere a un’ennesima fumata nera. Eppure la riforma di Dublino II e il rafforzamento dell’Agenzia per il Controllo delle Frontiere Esterne sono l’unica via d’uscita dal cul de sac in cui si trova il Vecchio Continente. Nel primo caso la vera questione è il cosiddetto “burden sharing”. Insomma, c’è chi fa troppo e chi troppo poco. Basti pensare che nel solo 2010 Francia, Germania, Svezia, Belgio e Regno Unito hanno ricevuto il 70% delle domande di asilo di tutta l’UE. Va da sé che non c’è alternativa a una vera armonizzazione delle legislazioni nazionali in materia. I pochi sforzi fatti in questa direzione, però, si sono rivelati semplici specchietti per le allodole. Emblematico il caso dell’Ufficio Europeo per l’asilo (EASO). Istituito soltanto nel maggio del 2010 e diventato operativo lo scorso 19 giugno. Di questo misterioso Ente si sa soltanto che ha sede a Malta, che ha un sito in costruzione e che avrà a disposizione solo qualche milione di euro, oltre ai contributi (volontari) dei singoli stati. In breve, mezzi limitati per [...]

May 4, 2011

3) I Baby-boomers invecchiano, ma non mollano l’osso

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Giornalista, già vice-direttore del quotidiano Liberal, ideatore dell'aggregatore di blog Tocqueville.it e responsabile del quotidiano notapolitica.it, Andrea Mancia ha un debole per la politica e la società a stelle e strisce.  Al punto da aver fondato nel 2004 un blog personale rightnation.it proprio sull'attualità d'Oltreoceano. E' con lui che abbiamo deciso di concludere il nostro viaggio nel controverso mondo della generazione del baby-boom. In America è stato individuato il nome, il cognome e il luogo di nascita del primo figlio del baby-boom made in USA. Si chiama Nachreiner, detto Butch, residente a Buffalo, nello stato di New York, ha compiuto 65 anni ed è appena andato in pensione. Cos'è che lo accomuna o lo distingue dai suoi coetanei europei? Le differenze esistono e non sono di poco conto. La più macroscopica riguarda il sistema economico e la rete di protezione sociale in cui si vive da una parte e dall’altra dell’Oceano. La società statunitense, con tutti i suoi difetti, è più dinamica di quella del Vecchio Continente e ha dimostrato di saper trovare nel corso degli anni, senza stravolgimenti di fondo, i correttivi per potersi adattare alle necessità emergenti della storia. La mobilità e la “precarietà” negli USA, non sono viste [...]

April 29, 2011

2) Dopo i baby-boomers, ecco la generazione sandwich

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Il  futuro della società post baby-boom è ricco di enigmi e incertezze. Tuttavia un dato è certo: le nuove generazioni si troveranno nella morsa tra il desiderio di metter su famiglia e la necessità di trovare un'occupazione stabile. Rinunciando sempre più alla prima, in cambio di un lavoro precario. Con tutte le conseguenze del caso. Ne parliamo con Fred Pearce, giornalista e autore del bestseller "People earthquake. Mass Migration, Ageing Nations and the Coming population crash". Il 2011 è il primo anno in cui una parte dei cosidetti baby-boomers va in pensione. La sensazione, però, è che nonostante il raggiungimento dell’età pensionabile, siano ancora loro a detenere di fatto le leve del potere, specie nel Vecchio Continente. Non crede che questo rappresenti un vero e proprio elemento di conservazione, un freno alla necessità di introdurre importanti riforme e cambiamenti in buona parte degli Stati europei? E' a dir poco plausibile. Non tutti gli over-65 sono conservatori, ma molti lo sono.Visto che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno la ben che minima intenzione di cedere il passo alle nuove generazioni. Tuttavia prima o poi dovranno rendersi conto che non ci sono abbastanza giovani per sostenere le loro pensioni e più  in [...]

April 22, 2011

1) Baby-boomers, quei giovani anziani

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C’è un aspetto che accumuna le nuove generazioni del Vecchio Continente: l’ingresso nel mondo del lavoro è un’impresa sempre più difficile. Scontate le pur significative differenze nazionali, rimane da capire se sono i giovani europei incapaci di salire sul treno dell’occupazione o se, invece, sono i vecchi passeggeri ad ostacolarne l’ingresso. Ne parliamo con il Prof. Gerard François Dumont che, oltre ad essere docente all’Università La Sorbona di Parigi e direttore della rivista Population et Avenir, da anni si occupa dei rapporti inter-generazionali e della demografia in Europa al punto da aver coniato fortunati neo-logismi come l’” hiver démographique” (inverno demografico) e “gerontocroissance” (l’aumento delle persone anziane in una data popolazione). Il 2011 è il primo anno in cui una parte dei cosidetti baby-boomers va in pensione. La sensazione, però, è che nonostante il raggiungimento dell’età pensionabile, siano ancora loro a detenere di fatto le leve del potere, specie nel Vecchio Continente. Non crede che questo rappresenti un vero e proprio elemento di conservazione, un freno alla necessità di introdurre importanti riforme e cambiamenti in buona parte degli Stati europei? Le generazioni del rinnovamento demografico del dopoguerra, quelle nate fra il 1946 e il 1975, formano oggi, nella maggior [...]