Inghilterra, guerra di religione sulla Big Society

In Inghilterra il dibattito sulla Big Society è anche una “questione di fede”. Da un lato la Chiesa Anglicana, scettica nei confronti del programma economico di Cameron, dall’altro quella Cattolica che invece strizza l’occhio. I giornali inglesi hanno già fiutato l’importanza della partita che si sta giocando sottobanco tra l’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams e la Conferenza Episcopale d’Oltremanica guidata da Nichols. Al punto che sui tabloid britannici non è difficile  leggere speculazioni di ogni genere sulle dichiarazioni ufficiali dei due esponenti religiosi. Da ultimo vale la pensa di segnalare l’articolo del The Telegraph dal titolo: “Perché la Chiesa cattolica ha tutto da guadagnare dallo sfogo di Rowan Williams”.  Ma a cosa si riferisce? .

La massima guida spirituale degli anglicani ha esplicitamente “scomunicato” il programma di politica economica di Cameron, dalle colonne del giornale filo-laburista New Statesman. Dietro gli accattivanti slogan del leader Tory (come: “potere alla gente” o “the biggest, most dramatic redistribution of power from elites in Whitehall to the man and woman on the street”, come il Premier ha definito la Big Society) si nascondono, per Williams, una serie di pesanti tagli ai servizi sociali e frettolose riforme, come quella della sanità e dell’istruzione, L’alto prelato si domanda, inoltre, che limiti deve avere la delega dello Stato alla società civile per la gestione dei servizi pubblici e come il Governo definirà i livelli minimi da garantire nella gestione di questi.

A fine marzo era toccato alla Ministra e vice presidente del partito conservatore, Sayeeda Warsi, fare la sua “professione di fede” sulla proposta economica del Governo. L’occasione: un incontro presso la Diocesi di Blackburn dall’eloquente titolo: “Have you found or lost faith in Big Society ?”. Qui la Warsi aveva teso la mano alle organizzazioni di volontariato di ispirazione religiosa e auspicato la cooperazione tra gruppi religiosi per costruire la Big Society. Stessa scena si è ripetuta ad aprile, quando la Ministra ha accolto l’invito di Vincent Nichols e della Conferenza Episcopale cattolica per l’incontro “Building a new Culture of Social Responsibility”. L’evento era stato organizzato proprio sulla scia della visita del Papa nel Regno Unito. Difficile non riconoscere come il mondo cattolico anglosassone, stia accogliendo in modo assai più favorevole, rispetto a Williams, la sfida della Big Society. Certamente su questo orientamento ha influito l’ultima Enciclica di Benedetto XVII Caritas in Veritate, in cui abbondano i riferimenti a forme di economia “alternative” a quelle proposte dal mercato e si legge: “Il binomio esclusivo mercato-Stato corrode la socialità, mentre le forme economiche solidali, che trovano il loro terreno migliore nella società civile senza ridursi ad essa, creano socialità”. Per questa Enciclica il Pontefice romano ha infatti contato sulla collaborazione di Stefano Zamagni, noto economista e presidente dell’Agenzia italiana per il Terzo Settore, che in molti suoi interventi ricorda come sia stata proprio la Chiesa a organizzare le prime forme di Welfare, nel Medioevo. Lo stesso Cameron salutando il Papa, a conclusione della visita nel Regno Unito, ha ricordato che l’impegno del suo Governo è nel senso di  generare una cultura di maggiore responsabilità sociale e che la comunità dei fedeli sono stati importanti architetti in ciò.

Ma oltre il confronto teologico è evidente che Vincent Nichols,  sta giocando una partita politica che lo vede tra i potenziali sostenitori di un Governo in difficoltà e per giunta pesantemente criticato dalla Chiesa “di maggioranza” nel Paese. Il Monsignore non esita a rilanciare sulla Big Society il peso del consenso cattolico.

In una intervista a Sky news, proprio parlando dell’incontro “Building a new Culture of Social Responsibility”, Nichols dichiarava: “…the question was put directly to them (participants), do you think that the big society is a cynical cover for cuts? The vast majority said no, we don’t. So there is a well of goodwill especially in the Catholic circles to say here is something that is more important than politics, that is about the quality of life that we can generate together and we’re up for it but the principle by which opportunities are given at local level for charities to do more must come with help”.

L’Arcivescovo di Canterbury, con le sue critiche, si è accodato ad una scia di polemiche già in corso, per i duri tagli imposti dal Governo di Cameron. Vincent Nichols, invece, a parte qualche rimbrotto per gli stessi tagli, ha saputo giocare da vero politico evitando una aperta presa di posizione opposta a Williams e strizzando l’occhio alla Big Society.