Normalmente quando si pensa alla povertà e si parla di misure per contrastarla in generale si è portati a ritenere che il problema sia rappresentato dal disporre delle risorse per mangiare tutti i giorni e vivere in un alloggio dignitoso. Un approccio che, nel mondo contemporaneo, sembra insufficiente. Se non si tiene conto del peso che sulla vita quotidiana dei ceti sociali meno abbienti è rappresentato dalla difficoltà di accesso al credito. Come nel caso della Francia dove, secondo una denuncia di Croce Rossa, Secours Catholique e UNCCAS, ci sono non meno di 5 milioni di individui a cui non è concesso mettere piede in banca. Un niet tanto più ingiusto perché si estende alla possibilità di disporre di tutti quei servizi che normalmente gli istituti di credito riservano ai propri clienti. Aiutandoli a venire a capo dei complicati meccanismi burocratici, o ricevendo indicazioni personalizzate. Una realtà di esclusione di cui sono vittime soprattutto le famiglie che vivono di sussidi e quelle dei disoccupati. Che già di per sé fragili, a causa di queste discriminazioni, finiscono per aggravare ancora di più la loro situazione.





All'interno: