2) Dopo i baby-boomers, ecco la generazione sandwich

Il  futuro della società post baby-boom è ricco di enigmi e incertezze. Tuttavia un dato è certo: le nuove generazioni si troveranno nella morsa tra il desiderio di metter su famiglia e la necessità di trovare un’occupazione stabile. Rinunciando sempre più alla prima, in cambio di un lavoro precario. Con tutte le conseguenze del caso. Ne parliamo con Fred Pearce, giornalista e autore del bestseller “People earthquake. Mass Migration, Ageing Nations and the Coming population crash”.

Il 2011 è il primo anno in cui una parte dei cosidetti baby-boomers va in pensione. La sensazione, però, è che nonostante il raggiungimento dell’età pensionabile, siano ancora loro a detenere di fatto le leve del potere, specie nel Vecchio Continente. Non crede che questo rappresenti un vero e proprio elemento di conservazione, un freno alla necessità di introdurre importanti riforme e cambiamenti in buona parte degli Stati europei?

E’ a dir poco plausibile. Non tutti gli over-65 sono conservatori, ma molti lo sono.Visto che nella stragrande maggioranza dei casi non hanno la ben che minima intenzione di cedere il passo alle nuove generazioni. Tuttavia prima o poi dovranno rendersi conto che non ci sono abbastanza giovani per sostenere le loro pensioni e più  in generale il loro stile di vita. Insomma devono lavorare più a lungo, versando maggiori contributi. Una realtà che evidentemente rischia  di generare profonde tensioni nelle nostre società.

Della società post-baby boom, sappiamo soltanto che le nuove generazioni non avranno quei vantaggi, quelle certezze dei loro genitori. Ci può dire con precisione almeno tre ulteriori aspetti che la caratterizzano nei prossimi anni?

Le società europee vivranno a contatto con molti più migranti rispetto ad oggi. Si avrà bisogno di loro per fare i lavori per i quali noi non abbiamo personale disponibili o comunque interessato. Anche perché è sotto gli occhi di tutti la contrazione della popolazione indigene del Vecchio Continente e l’incremento esponenziale di cittadini anziani e non autosufficienti. La vera sfida sarà riuscire a convincere le donne ad avere più bambini. Un’impresa a dir poco impossibile se i governi, gli imprenditori e persino gli stessi partner (soprattutto nell’Europa meridionale e orientale,  in cui ora si registrano i tassi di fertilità più bassi) continueranno ad ostacolare il gentil sesso nel difficile tentativo di coniugare famiglia e lavoro. Sono assolutamente convinto che alla fine le donne saranno sempre più costrette a rinunciare all’idea di avere una prole, con la conseguente dissoluzione di quello che fino a ieri era un pilastro della nostra società: il nucleo familiare.

Visto che lei è di certo uno dei maggiori esperti di rapporti intergenerazionali a livello mondiale, ci saprebbe dire almeno un errore che i baby-boomers avrebbero dovuto evitare per garantire un futuro migliore ai proprio figli?

Noi Baby Boomers abbiamo gettato il nostro Pianeta nella spazzatura. Non ci siamo mai preoccupato del futuro. Siamo stati la generazione che ha aperto la strada alla società dei consumi e degli sprechi. Ora parliamo di “verde”, ma prima di morire dobbiamo anche agire “verde”.


Vedi anche:

1) Baby-boomers, quei giovani anziani