Il numero di cittadini spagnoli che non hanno diritto all’assistenza sanitaria nazionale ha toccato quota 300.000: + 50% rispetto allo scorso anno. Un vero e proprio allarme sociale che, nonostante la crisi, le autorità iberiche hanno deciso di affrontare con uno stanziamento di oltre 100 milioni di euro. La nuova Legge Generale di Salute Pubblica, approvata lo scorso luglio dal Parlamento e che entrerà in vigore l’1 gennaio 2012, infatti, ambisce ad estendere la copertura sanitaria a tutta la popolazione della penisola.
Nell’attesa, l’assistenza gratuita è garantita solo nei casi di urgenza. Diversamente è necessario dimostrare di essere indigenti, oppure mettersi a carico di un familiare con diritto all’assistenza medica (coniuge, ascendente o discendente) o pagare il prezzo completo per i servizi ricevuti e i farmaci.
In realtà si tratta di un problema tutt’altro che nuovo. L’assistenza medica è indissolubilmente legata al versamento dei contributi da 25 anni, nonostante sia gestita dalle Comunità Autonome. Il dibattito per correggere quest’aspetto della normativa è aperto dal 1990, ma il livello record raggiunto dal tasso di disoccupazione nel terzo trimestre di quest’anno (21,52%), e il conseguente incremento dei cittadini senza copertura medica, hanno reso la soluzione quanto mai urgente.
L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha offerto alle amministrazioni autonome un accordo per rendere piú semplice l’accesso alla banca dati e per snellire la burocrazia. Per il momento nessuna comunità ha risposto all’offerta.
Nonostante i cambiamenti introdotti dalla nuova legge, esiste un’altra categoria di esclusi, che dovrá attendere fino a giugno 2012 per beneficiare dell’assistenza sanitaria gratuita. Si tratta dei lavoratori iscritti agli albi professionali (come architetti, ingegneri e avvocati) che non godono del regime speciale accordato ai lavoratori autonomi.





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