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Rapporto Google
La democrazia e il rischio bavaglio

Siti internet oscurati, video rimossi, controllo degli utenti. Pratiche all’ordine del giorno in paesi dalla fragile democrazia molto lontani dal Vecchio Continente. Tuttavia, anche chi ha fatto della libertà di espressione una ragione di vita ha qualche scheletro nell’armadio. É il caso del Governo inglese che nel solo 2010 ha chiesto al colosso informatico Google di rimuovere la bellezza di quasi 94mila contenuti informatici tra immagini, pagine web, video e blog. Secondo solo agli Stati Uniti, il Regno di Sua Maestà risulta essere tra i primi della classe anche per quanto riguarda la richiesta di dati personali. Due considerazioni, però, sorgono spontanee. Nel caso dell’Inghilterra e degli altri paesi UE che hanno avanzato questo tipo di richieste non vi è modo di capire se l’oscuramento dei portali trovi sempre fondamento nella violazione di leggi nazionali. Negli stati poi, dove l’attività online è più diffusa, è normale aspettarsi statisticamente più illeciti perpetuati attraverso il web 2.0. Il rapporto pubblicato dallo stesso Google non risponde a questi interrogativi, ma pone ulteriormente l’attenzione sul delicato equilibrio tra diritti e nuove tecnologie.