A scuola il melting pot resta un sogno

La mixité (eterogeneità) a scuola anziché diminuire può aumentare il problema della segregazione. Questo è, in sintesi, il risultato di una ricerca che ho effettuato in Belgio comparando due strutture scolastiche con modelli organizzativi differenti: la prima con una popolazione multiculturale e l’altra con una concentrazione etnica di ragazze prevalentemente turche e marocchine.
Il modello delle scuole “miste” ha sicuramente come virtù di favorire una certa emancipazione degli studenti in relazione ai modelli di vita più diffusi nella comunità d’origine. Ma ha anche degli “effetti perversi”. A tal proposito vale la pena di menzionare il fatto che questo modello, da un lato, contribuisce a omologare le scelte scolastiche su stili di comportamento della “classe media” e, dall’altro, può rafforzare i processi di segregazione tra « buoni » e « cattivi » alunni. Relegando in futuro quest’ultimi agli istituti meno prestigiosi.
Inoltre, nelle scuole miste ho potuto constatare che gli studenti « gerarchizzano » le scelte curriculari e le specializzazioni. Nel senso che quelli degli indirizzi più classici giudicano in maniera molto negativa gli indirizzi tecnico-professionali, scelti per lo più da giovani appartenenti a minoranze etniche o a gruppi sociali svantaggiati. Un atteggiamento che possiamo riscontrare anche nei comportamenti dei professori di queste scuole.
In aggiunta a questo quadro, i risultati della ricerca ci suggeriscono che in questo tipo di scuole sono proprio gli studenti con le performance più mediocri, appartenenti generalmente ai gruppi socio-culturali meno favoriti, ad essere svantaggiati. Ed in particolare per effetto dell’auto-selezione: il fatto di essere confrontati ai “buoni studenti” può infatti contribuire ad una perdita di motivazione e di fiducia in se stessi. Una situazione che, consciamente o inconsciamente, spinge spesso questi allievi a scegliere successivamente indirizzi e scuole ritenute più « semplici ». Quasi sempre le meno prestigiose.

Testo raccolto da Corrado Alfano

Emmanuelle Lenel is a sociologist and assistant at the Facultés universitaires Saint-Louis. After conducting several research studies on education in connection with gender issues, she began working on a doctorate in the area of urban sociology. She recently published ‘Réussir au pluriel. Facteurs et logiques de la différenciation sexuée des trajectoires scolaires dans le secondaire’, in Une fille = un garçon?, identifier les inégalités de genre à l’école pour mieux les combattre, Gavray, Cl., Adriaenssens, A. (dir.), L’harmattan,

Link to research