2) L’immigrazione dei minori stranieri non accompagnati – ITALIA

La data di inizio dell’immigrazione in Italia dei minori non accompagnati come fenomeno di massa risale ai primi anni ’90. Con il crollo a Tirana dell’ultimo e più arretrato regime comunista dell’ex Cortina di Ferro.

Sulla scia delle centinaia di migliaia di adulti che stipati all’inverosimile su vecchie carrette del mare tentarono di lasciare la malandatissima terra delle Aquile, anche folti gruppi di minori cominciarono a mettere piede per la prima volta sul nostro territorio. Come testimoniato dai risultati del primo censimento effettuato nel dicembre 2000 dal Comitato per i Minori Stranieri. Degli 8.307 allora registrati, infatti, 5.744 pari al 69% risultarono di nazionalità albanese. Un vero e proprio esodo che, inizialmente, riguardò soprattutto la Puglia e, successivamente, anche molte altre regioni italiane. Lungo le filiere dell’immigrazione illegale per la stragrande maggioranza controllate, alla partenza ed all’arrivo, da potenti e feroci clan criminali.

A partire dal 1998 però, grazie a nuovi e più severi controlli di frontiera; all’introduzione del permesso di soggiorno per minore età che prevedeva norme più stringenti circa la possibilità per i minori di continuare a restare dopo il raggiungimento del diciottesimo anno d’età; al pattugliamento congiunto italo-albanese del canale d’Otranto; al lento ma progressivo miglioramento dell’economia albanese; il flusso degli arrivi da quel paese segnò un sensibile calo. Un vuoto che venne ben presto rimpiazzato dai minori di nazionalità rumena. Che dopo aver guadagnato nel 2003 la seconda posizione nella classifica delle presenze a partire dal 2004 fino al 2006 ne conquistarono la vetta.

Ma non basta. Nel 2004, infatti, il numero dei minori albanesi segnalati fu superato, oltre che dai rumeni, anche da quelli provenienti dal Marocco. Che a partire dal 2007, anno di ingresso della Romania nell’Unione Europea, restano in assoluto la comunità più numerosa. In questo veloce processo di sostituzione delle nazioni di provenienza cominciarono ad essere segnalate presenze sempre più numerose di minori provenienti da nazioni di altre aree geografiche: Palestina, Iraq, Egitto, Afghanistan. Tanto è vero che a fare data dal 2009 gli egiziani e gli afgani sono i più numerosi dopo i marocchini.
In conclusione, il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati in Italia:

a) nel corso del decennio appena trascorso è diminuito, e le segnalazioni sono scese tra il 2000 e il 2009 da 8307 a 6200. Soprattutto in conseguenza della sensibile riduzione del numero degli sbarchi (in Sicilia, ad esempio, dal 01/01/2009 al 15/09/2009 le nuove segnalazioni sono state 520 contro le 3608 del 2008 e le 1352 del 2007) ;

b) è composto in maggioranza da maschi tra 15 e 17 anni che emigrano per ragioni economiche con il consenso attivo delle famiglie;

c) Lazio, Marche e Puglia sono le principali porte di ingresso dei minori afghani in Italia. Con l’Adriatico divenuto nel corso degli ultimi anni il loro più importante luogo di transito;

d) è in aumento la componente di coloro in cerca di protezione internazionale. Nel 2008, secondo i dati del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), le domande presentate sono state 573, di cui 56 da parte di minori di sesso femminile. Le nazionalità più numerose: afghana (200), somala (69), nigeriana (66), eritrea (49), ghanese (36), ivoriana (20). Le forme di protezione riconosciute sono state fondamentalmente tre: status di rifugiato (29,6%), protezione sussidiaria (31,3%), motivi umanitari (18,6%).


Vedi anche:

1) L’immigrazione dei minori stranieri non accompagnati – EUROPA