1) Rom – Chi sono?

Il problema dei Rom e, più in generale, delle popolazioni nomadi europee, è un complicato miscuglio di stigmatizzazione razziale e di stili di vita socialmente rifiutati. Se non si parte da qui, non si finisce da nessuna parte.
Chi sono, da dove vengono, e, ancora, perché la storia di questi popoli è costellata di pogrom e persecuzioni?
A questi e altri interrogativi il nostro giornale tenterà di rispondere con un’inchiesta che, a partire da oggi, proverà a gettar luce su una collettività che in molti faticano ad accettare.
Ideologie a parte, esiste una «questione nomadi»? Certamente si. Lo dimostra, ad esempio, il fatto che in tutta Europa non esiste un censimento ufficiale. Così come incerti e cangianti sono gli appellativi ad essi riferiti: Rom, Manouches, gens de voyage, zingari, gitani, vagabondi etc.
Si tratta di un popolo, piuttosto eterogeneo al suo interno, che affonda le proprie radici nella parte nord orientale dell’India. Dalla quale, fin dal 1300, grazie a una protezione-salvacondotto universale del Papa e dell’Imperatore, iniziarono a migrare verso l’Europa dell’est. Anche se una parte di essi era presente negli stati balcanici fin dall’anno mille. Da dove, nel corso dei secoli, si sono progressivamente spostati verso l’Europa occidentale: Italia e Spagna in particolare.
Giunti in Europa, gli zigani (dal greco intoccabili) si sono divisi in tre grandi gruppi a seconda dello stato di stanziamento: Roms, Manouches e Gitani. Ma il termine «Rom» (dal romani, l’originaria lingua indiana, «Uomo») viene genericamente utilizzato in riferimento a tutte le popolazioni itineranti a partire dalla Conferenza di Londra del 1971. In quell’anno, infatti, un gruppo di intellettuali di origine nomade, residente nell’Europa dell’Est, fondò un movimento politico e decise di adottare proprio tale termine per indicare la variegata galassia dei gruppi gitani. Fermo restando che, a conferma della loro eterogeneità, molti nomadi non hanno preso parte alla conferenza e, ad esempio, rifiutano di essere definiti rom.
Insomma è chiaro che, a dispetto dei luoghi comuni, i rom non hanno nulla a che fare con i rumeni.
Dopo la storia, i numeri. Ma quanti sono?
Secondo le stime del Consiglio d’Europa il vecchio continente ospiterebbe tra i 10 e i 12 milioni di gitani. In gran parte nei paesi dell’Est. Romania in testa con quasi 2 mln di presenze. Nella parte occidentale, invece, è la Spagna a ospitarne il maggior numero (725.000). Seguita da Francia (400.000), Regno Unito (300.000) e Italia (140.000).
Rimane da capire perché, a distanza di secoli dai primi insediamenti, non esista in Europa un censimento ufficiale. A dispetto della vulgata comune, non è affatto il nomadismo la causa principale. Come, infatti, ha più volte rilevato lo storico francese Henriette Asséo, l’80% degli Zigani europei ha abbandonato il nomadismo fin dal 1500. In questo senso è possibile sostenere che le vere cause siano due: il loro stile di vita e, in molti paesi, il loro status di cittadini di serie B. Parliamo infatti di individui che, pur essendo stanziati da molti anni nello stesso stato, nella stessa città e perfino nello stesso quartiere, hanno preferito mantenere usi e costumi del nomadismo. I quali spesso non coincidono con quelli del paese in cui risiedono. Come dire, sono diventati sedentari, ma non hanno rinunciato alle loro tradizioni.
Sulla seconda causa ci soffermeremo nelle prossime puntate.